prof. Davide Betto

laurea in Architettura conseguita presso la Facoltà di Architettura di Reggio Calabria; dottorato di ricerca conseguito presso la Facoltà di Napoli in Metodi di Valutazione. Si è abilitato all'insegnamento nella classe di concorso "A033 - Educazione Tecnica nella scuola media" nel 2004 e dal 2007 è diventato docente di ruolo. Insegna a Catania presso la scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri. Appassionato di informatica che, insegna nelle classi 2.0 e 3.0, webmaster per diletto e utilizzatore avanzato di programmi C.A.D., grafica e video produzione. Autore di questo blog e vincitore del premio internazionale come miglior sito dell'anno 2016 nell'area Carriera e Formazione. Autore per casa editrice Lattes Editori di Torino per la quale cura il blog iLTECHNOlogico.it e le pubblicazioni di tecnologia.

Mar 202022
 

Pensando le missioni spaziali, immaginiamo sempre gli astronauti come degli omini avvolti nelle loro ingombranti tute spaziali, lenti dei movimenti, impacciati chiusi in spazi angusti e pieni di interruttori e pulsanti di cui non ne comprendiamo l’uso. Molto diversa dall’immagine proposta nei film di fantascienza dove gli equipaggi percorrono tranquillamente lunghi corridoi pieni di finestre in abiti civili osservando l’infinità dello spazio, mostrandoci così una realtà ben lontana ancora da noi. Almeno fino ad oggi. Infatti una società specializzata nel campo dell’esplorazione stratosferica, la World View, ha appena annunciato il completamento del prototipo di una capsula spaziale per l’esplorazione stratosferica del nostro pianeta, STRATOSPHERIC SPACEFLIGHT. Pare infatti, secondo quanto affermato dal nuovo presidente della divisione turismo ed esplorazione della società, Dale Hipsh che, a partire dal 2024, verranno lanciati i primi voli spaziali stratosferici, grazie ad una innovativa capsula spaziale portata in orbita da un pallone di sollevamento. Già adesso, però, i futuri passeggeri possono provare, in maniera virtuale, l’esperienza di questo viaggio attraverso una serie di sistemi digitali che illustrano e rendono possibile allo spettatore l’esperienza della navigazione spaziale.

L’innovativa capsula spaziale, ha la forma di un esagono sfaccettato con bordi smussati e presenta grandi oblò ovali dalle generose dimensioni di quasi 2 m larghezza per 1,5 m di altezza così da mettere a disposizione una superficie sufficientemente ampia al passeggero per godere, dall’interno della capsula, delle meraviglie della Terra vista dallo spazio. Coppie di sedili ergonomici, curati nel minimo dettaglio dal punto di vista del design, reclinati, pongono lo spettatore nella posizione ideale per godere del panorama esterno, ma grazie all’inclinazione, di avere una ottima  visuale del pallone di sollevamento e delle costellazioni sopra la loro testa. L’impianto di illuminazione è anch’esso concepito per massimizzare questa esperienza sensoriale, con luci d’atmosfera che cambiano a seconda delle fasi del volo in modo da consentire sempre una perfetta visuale dagli oblò della capsula. Questa, all’interno, è pressurizzata, climatizzata e studiata per massimizzare lo spazio permettendo ai passeggeri di muoversi liberamente come se fossero all’interno di una stanza sulla Terra.

Tavolini per i cocktail, cantina con vini pregiati, esperienza gastronomica di alto livello, saranno tra gli elementi che permetteranno ai facoltosi ospiti di godere appieno di questa esperienza d’alta quota. La capsula consta di otto sedili ergonomici configurati a coppia, più altri due riservati i membri dell’equipaggio. Ogni ospite avrà una postazione dotata di schermo touch con interfaccia grafica, connettività totale in modo da poter restare in contatto con i propri cani sulla Terra, armadietto personale, porta bevande, nonché un telescopio in modo da poter godere di ogni dettaglio durante la trasvolata.

Ogni decollo sarà previsto prima dell’alba in modo che i passeggeri possano godersi lo spettacolo del sorgere del sole da una posizione privilegiata e vedere poi, durante la navigazione, la curvatura della terra e la linea di passaggio tra il blu dell’atmosfera e il nero totale dello spazio profondo con le sue costellazioni.

Il fatto di volare grazie a un pallone aerostatico, garantirà ai passeggeri l’assenza delle turbolenze aeree e quindi di poter stare in piedi, all’interno della capsula, sin da subito dopo il lancio.

La società prevede di effettuare i lanci turistici a partire dal 2024 con regolarità dei luoghi unici, patrimonio dell’UNESCO, come il Gran Canyon negli Stati Uniti, il parco Serengeti in Kenya, la Grande Muraglia cinese o le Piramidi egiziane di Giza da dove, i passeggeri, verranno portati a circa 43 km dalla Terra a vivere un’esperienza unica che durerà dalle sei alle otto ore.

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Mar 122022
 

Il METODO GENERALE, è una procedura grafica con la quale è possibile disegnare qualunque poligono regolare, utilizzando lo stesso metodo. Non è possibile definire in questo caso la dimensione del lato del poligono, bensì si dovrà partire dal diametro del cerchio che inscrive il poligono da disegnare.

Per rendere più semplice la procedura, sarà opportuno, fare in modo che il diametro del cerchio, sia sempre un multiplo del numero dei lati del poligono da disegnare. Quindi, ad esempio, se dobbiamo disegnare un pentagono, ossia un poligono di 5 lati, la dimensione del cerchio che lo inscrive dovrà essere un multiplo di questi lati, ossia misurare 10, 15, 20,…. cm, perché in questo modo sarà più facile poterlo dividere secondo il procedimento grafico. Se il poligono è un esagono (6 lati), il diametro del cerchio potrà essere 12,18,….cm. Stessa procedura per l’ettagono, ottagono, ecc.

METODO GENERALE: PENTAGONO
Dati DIAMETRO CIRCONFERENZA  AB = MULTIPLO DI 5
STRUMENTI NECESSARI:
OPERAZIONI INIZIALI:

Usando un foglio F4, posizionato in orizzontale, effettuiamo le squadrature secondo gli schemi indicati in SQUADRATURA F/4.

PROCEDURA OPERATIVA:
  1. dividiamo con una linea orizzontale r il foglio in 2 parti uguali;
  2. puntiamo il compasso sulla linea r leggermente a sinistra rispetto al punto medio della retta e tracciamo una circonferenza del diametro stabilito (10cm o 15cm) che intersecherà la retta nei punti A e B;
  3. tracciamo dal centro della circonferenza una retta s, perpendicolare a r che intersecherà la circonferenza nei punti C e D;
  4. dividiamo ora il segmento CD in un numero di parti pari al numero di lati del pentagono ossia in 5 e numeriamole partendo dall’alto con 1, 2, 3, 4 e 5;
  5. puntiamo il compasso in C e con apertura CD (pari al diametro dl cerchio), tracciamo un arco di circonferenza che intersecherà la retta orizzontale r in un punto E;
  6. uniamo ora E con il punto 2 sul segmento CD (il punto 2 è il secondo tratto in cui abbiamo diviso CD) e prolunghiamo questa retta fino ad incontrare la circonferenza nel punto F;
  7. la distanza DF rappresenta la lunghezza di uno dei lati del pentagono. Essendo il pentagono una figura regolare, ossia con lati e angoli tutti uguali, apriamo il compasso con lunghezza DF e puntandolo su F tracciamo un archetto che interseca la circonferenza in un punto G;
  8. puntiamo ora il compasso in D con la stessa apertura DF e tracciamo un archetto che interseca la circonferenza in un punto H;
  9. infine, puntiamo il compasso su H sempre con la stessa apertura (DF) e tracciamo un archetto che interseca la circonferenza in un punto I;
  10. uniamo i punti DFGIH; otterremo il PENTAGONO costruito con il metodo detto generale.
VIDEO TUTORIAL:

METODO GENERALE: ESAGONO
Dati DIAMETRO CIRCONFERENZA  AB = MULTIPLO DI 6
ALTRE FIGURE:

ETTAGONO

OTTAGONO

ENNAGNO

Mar 102022
 
INVILUPPO A “N”
Dati
AREA DA DISEGNO QUADRATA
LINEE distanti 2 quadretti
CONSEGNE:
Consegna 1 INVILUPPO A “N”
Consegna 2 INVILUPPO A “Z”
Digit ESEGUI LE CONSEGNE 1 E 2 IN DIGITALE USANDO IL CAD
DIFFICOLTA’ e CLASSE:
Livello Classe
STRUMENTI NECESSARI:
DESCRIZIONE:

usando un foglio a quadri dal quadernone, effettuiamo la sua squadratura secondo lo schema appreso (clicca sulla Tavola tutta a sinistra per la procedura). Per tracciare l’inviluppo, dovremo disegnare un’area perfettamente quadrata (clicca sulla Tavola qui a sinistra per la procedura).

 

 

 

CONSEGNA 1 – INVILUPPO A “N”

Dividiamo l’area quadrata in 2 parti uguali tracciando una linea verticale passante per il centro.

  • Seguendo un percorso a N tracciamo dei puntini ogni due quadretti come nell’immagine qui sotto:

  • seguendo l’esempio dell’animazione sotto, dovremo unire i punti posti sulla metà di sinistra della nostra area di disegno usando le squadrette;

  • ripetiamo specularmente la stessa procedura nell’altra metà del quadrato completando così la nostra figura a N:

GUARDA IL VIDEO TUTORIAL:

CONSEGNA 2 – INVILUPPO A “Z”
  • nella seconda consegna, dovrete seguire la stessa procedura, ma questa volta dividendo l’area quadrata in due parti in orizzontale;

  • in questo caso i puntini, ogni 2 quadretti, saranno disposti come a formare una lettera Z;

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Gen 312022
 

Le fonti che contribuiscono all’inquinamento ambientale, soprattutto atmosferico sappiamo benissimo quali sono; le autovetture, i mezzi di trasporto in generale, l’agricoltura ma soprattutto l’industria pesante. La quantità di CO2 immessa in atmosfera dai cicli di produzione di queste aziende, contribuisce in maniera notevole a lasciare un’impronta ecologica piuttosto pesante sul nostro pianeta.

Proprio un’azienda italiana, la Saipem, gigante internazionale dell’energia e delle infrastrutture, fondata intorno agli anni 50, ha sviluppato una tecnologia rivoluzionaria basata sull’azione di un enzima per assorbire, come fanno i polmoni umani, parte del carbonio presente in atmosfera per riconvertirlo o riutilizzarlo negli stessi processi produttivi abbassando enormemente l’inquinamento ambientale.

La tecnologia chiamata CO2 Solutions di Saipem, nasce dall’osservazione e dallo studio del mondo vivente, ossia da come funzionano i polmoni degli organismi viventi per assorbire parte del carbonio presente nell’atmosfera. Nei nostri polmoni, infatti, l’enzima anidrasi carbonica (CA), è in grado di assorbire e purificare la CO2 consentendo la respirazione e l’eliminazione di parte di questa sostanza. La tecnologia sviluppata da Saipem, utilizza in maniera ingegnosa, il processo dell’anidrasi carbonica accelerando drasticamente tale processo di cattura e di riconversione rispetto alle tecnologie convenzionali.

La CO2 Solutions, utilizza un enzima proprietario chiamato 1T1, capace di accelerare questo processo e di farlo avvenire all’interno di un sistema che utilizza soluzioni saline semplici, innocue, diversamente dall’uso dei solventi tossici e delle altre tecnologie di cattura, finora utilizzate.

La tecnologia è stata sviluppata all’interno dell’azienda grazie anche ai contributi economici e al sostegno del governo canadese, dov’è stato possibile sperimentare, all’interno di alcune aziende, le proprietà dell’enzima 1T1, consentendo all’azienda che produce internamente l’enzima, di abbassare significativamente i costi e di non avere problemi nell’approvvigionamento dei propri clienti.

I vantaggi del processo sono dimostrati e dimostrabili, in quanto il solvente utilizzato nel processo è a base di acqua, un sale carbonato, un agente anti-schiuma e l’enzima brevettato. L’uso di questa combinazione consente di ottenere notevoli vantaggi, come per esempio la semplificazione del processo di assorbimento e la riduzione del numero dei macchinari o dei sistemi per la purificazione della CO2. Inoltre, il sistema non utilizza processi a caldo eliminando così il costo associato al fabbisogno di energia termica necessaria per il funzionamento del processo. 

Infine, i prodotti di scarico di questo processo, sono atossici e biodegradabili per cui si elimina anche il complesso trattamento di purificazione delle acque di scarico abbassando ulteriormente i costi per le aziende.

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Dic 112021
 

L’Esposizione Universale 2020 si sta svolgendo per la prima volta in un paese del Medioriente ed esattamente negli Emirati Arabi Uniti. Doveva tenersi, secondo il programma originale, nel 2020 tra il 1 ottobre 2020 e il 31 marzo 2021 ma causa della pandemia da COVID-19, che ha bloccato tutti gli spostamenti tra paesi, l’evento è stato posticipato, grazie all’unanimità del comitato organizzativo, di un anno, svolgendosi così, sempre a Dubai ma tra il 1 ottobre 2021 e il 31 marzo 2022, conservando però la vecchia denominazione di Expo 2020. 

La capitale araba, ha vinto la selezione come sede dell’Expo concorrendo contro altre grandi città della Russia, della Turchia e San Paolo del Brasile, aggiudicandosi tutte e tre le votazioni.

Come sempre in questa grande città cosmopolita e in continua evoluzione, tutto è stato fatto in grande. È stata realizzata una nuova metropolitana che collega l’area espositiva di circa 400 ettari, posta all’esterno della città in direzione di Abu Dhabi e vicina al nuovo aeroporto internazionale Al Maktum (sarà inaugurato nel 2025).

Il progetto ha la forma di un fiore a tre petali il cui centro è la piazza chiamata Al Wasl, dall’antico nome della città di Dubai il cui significato è appunto “connessione”,  su cui si basa, appunto, il tema dell’esposizione, cioè “Connecting Minds, Creating the Future”, ossia collegare le menti per creare il futuro. L’esposizione, inoltre, cade in un anno molto particolare e molto importante per gli Emirati Arabi Uniti coincidendo, infatti, con il 50º anniversario della loro fondazione e con il giubileo d’oro dello Stato due degli eventi maggiormente significativi per il paese arabo.

I tre petali su cui si sviluppa l’immenso impianto dell’Expo, rappresentano le tre aree tematiche della manifestazione ossia opportunità, sostenibilità e mobilità. Ognuna di esse ospita i padiglioni progettati secondo le linee e il design dei suck arabi e tra i petali troviamo dislocati i tre padiglioni più rappresentativi, cui il padiglione del benvenuto, il padiglione dell’innovazione e il padiglione degli Emirati Arabi Uniti. Sulla restante area trovano posto  tutti i tradizionali padiglioni nazionali come per ogni Expo.

Tutta l’area è ricoperta da vele in materiale fotovoltaico capaci di generare il 50% dell’energia richiesta dall’intero sito espositivo inoltre queste tende vengono, utilizzate durante la sera, per le proiezioni digitali. Lo spostamento all’interno del sito dell’Expo, avviene tramite una cabinovia e un sistema di 750 bus a emissioni zero chiamati Expo Riders.

Al Wasl, è il cuore dell’Expo 2020 e rappresenta il luogo ideale per lo scambio e l’incontro tra le civiltà, ricordiamo che a Dubai convivono circa 200 etnie differenti. Un enorme sfera semi trasparente, quasi una bolla impercettibile capace di costituire il centro nevralgico e planimetrico di tutto l’impianto dell’Expo, ma capace di trasformarsi di notte in un enorme area di proiezione dove le immagini della cultura, della storia, della scienza, della fantasia animano il cielo sopra gli spettatori creando suggestioni uniche capaci di conquistare e ammaliare chiunque si trovi sotto questa volta celeste digitale.

Come ogni progetto, anche quello dell’Expo 2020 di Dubai, è stato concepito per proseguire oltre il periodo dell’esposizione. Quest’area, infatti, verrà denominata Dubai District 2020 e negli obiettivi degli organizzatori sarà il luogo ideale dove far incontrare pensatori, creatori e innovatori, progettisti del nostro futuro. Un luogo, quindi, per collegare, creare e innovare.

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Nov 222021
 

Un consorzio  costituito da 34 aziende europee, capitanata dalla tedesca Bosch GmbH, ha iniziato una intensa collaborazione al fine di rendere reale il progetto Transform. Di cosa si tratta?

Transform, è l’acronimo delle parole Trusted European SiC Value Chain for a greener Economy, ed è un progetto finanziato con fondi pubblici europei, con lo scopo di realizzare una catena di produttori e fornitori per la promettente tecnologia SIC, ovvero i semiconduttori al carburo di silicio, componenti elettronici di ultima generazione, capaci di garantire un uso più efficiente dell’elettricità disponibile. Un altro modo, insomma, per contribuire a quel progetto di efficienza energetica che ha lo scopo di salvaguardare l’ambiente.

Il progetto, mira ad assicurare all’Europa un ruolo di rilievo nei settori delle energie rinnovabili, dell’agricoltura 4.0 e della mobilità sostenibile e si protrarrà fino al 2024.

L’uso del carburo di silicio, mira a consentire la creazione di nuovi semiconduttori per le applicazioni dell’elettronica di potenza, quella cioè destinata al controllo dei processi di commutazione dei sistemi e al fine di ridurre al minimo le perdite di potenza. Fino ad oggi ci si era affidati a semiconduttori di silicio purissimo, ma il carburo di silicio, offre numerosi vantaggi; vediamo quali.

Partiamo dalla conduttività, decisamente superiore nei chip di carburo di silicio, consentendo così frequenze di commutazione più elevate e meno dispersione di energia sotto forma di calore, quindi maggiore efficienza energetica.

Un altro vantaggio, è la maggiore intensità di campo elettrico rispetto al silicio, permettendo in questo modo, di realizzare componenti più piccoli. Secondo calcoli effettuati da esperti, pare che il risparmio energetico possa arrivare fino al 30% in base al tipo di applicazione cui sono destinati questi nuovi semiconduttori.

Il progetto Transform, risulta così centrale negli interessi europei, perché la domanda di componenti in carburo di silicio (SIC) è destinata a crescere rapidamente nei prossimi anni, per cui una filiera di questa tecnologia, porrebbe l’Europa al centro di un processo di innovazione e produzione a livello mondiale. Qualche applicazione per fare un esempio? Stazioni di ricarica per veicoli elettrici, infrastrutture per la fornitura di energia, sistemi di propulsione dei veicoli elettrici. Uno studio ha evidenziato come questo segmento di mercato, crescerà del 30% annuo fino al 2025 e fino ad oltre 2,5 miliardi di dollari.

Gran parte degli stati dell’Unione sono coinvolti nel consorzio di ricerca e sviluppo, con un fondo europeo di circa 90 milioni di euro. Tra le aziende partecipanti possiamo indicare la già citata Bosch, l’italo-francese STMicroelectronics, l’inglese Fraunhofer IISB, l’università di Siviglia e molte altre.

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Ott 292021
 

Alla fine di questa settimana, nella notte tra sabato 30 e domenica 31 ottobre, dovremo nuovamente spostare gli orologi indietro di 60 minuti per ritornare all’ora solare, e in quel momento si riaccenderà la discussione in merito a: ora legale sì o ora legale no? Ma sappiamo esattamente di che cosa si tratta e per quale motivo è stata introdotta?

Il primo ad ipotizzare l’idea di spostare le lancette per risparmiare sui consumi fu, nel 1784, Benjamin Franklin si proprio lui l’inventore del parafulmine, il quale propose sul quotidiano francese Journal de Paris le sue riflessioni con l’idea di questa soluzione per risparmiare sulla spesa in candele spingendo così i parigini ad alzarsi un’ora prima.

In Italia l’ora legale fu introdotta per la prima volta nel 1966 e da allora, questa pratica è stata utilizzata da sempre più paesi, sia europei che extra europei, consentendo un risparmio di alcuni miliardi di kilowattora.

Molti, oggi, propongono di mantenere l’ora legale per sempre perché vantaggiosa dal punto di vista energetico, ma questo è da valutare caso per caso ed in base alle differenze geografiche di ogni singolo Stato. Infatti, gli Stati del Nord Europa, come Norvegia e Svezia, hanno giorni molto lunghi in estate con il sole che sorge prima delle quattro del mattino e tramonta verso le 23, per cui l’ora legale non ha alcuna utilità. Al contrario, per gli Stati del sud Europa, questo cambio porterebbe a notevoli benefici, con risparmi energetici e maggiori ore di luce.

Da qualche tempo in Europa è in corso una consultazione tra gli stati membri per valutare l’abolizione o meno dell’ora legale. Ma la Comunità Europea non ha ancora preso una decisione definitiva valida per tutto il territorio dell’Unione, lasciando ai singoli Stati la possibilità di decidere, dal 2022, di adottare o meno l’ora solare o l’ora legale per tutto l’anno. Questo, a dire di molti, provocherà un caos ma già adesso, sono molte le differenze tra i paesi della stessa Europa o dei singoli Stati negli USA.

La proposta di abolizione dell’ora solare per il passaggio definitivo all’ora legale è datata 2018, dall’allora presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker, il quale attraverso un sondaggio, a cui risposero 46 milioni di persone con l’84% di favorevoli all’abolizione dei cambi semestrali di orario, pose le basi per uno studio che valutava i danni alla salute oltre i vantaggi, indubbi, dal punto di vista economico. L’effetto immediato, comunque è quello che dormiremo un’ora in più e che la sera farà buio prima. Dovremo aspettare l’ultima settimana di marzo 2022 per il prossimo cambio, a meno che venga presa una decisione definitiva dall’Unione.

Proprio questa non uniformità nell’adozione del cambio di ora è stato, nel passato, fonte di confusione e problemi oltre che di situazioni bizzarre e imbarazzanti. Uno degli eventi più divertenti è quello che narra della visita ufficiale del presidente jugoslavo Tito negli Stati Uniti nel 1963, il quale atterrando in Virginia non trovò nessuno ad accoglierlo perché la città non aveva aderito al cambio d’ora mentre il resto dello Stato sì.

Restiamo tutti in attesa e chissà che questo non sia davvero l’ultimo cambio.

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