prof. Davide Betto

laurea in Architettura conseguita presso la Facoltà di Architettura di Reggio Calabria; dottorato di ricerca conseguito presso la Facoltà di Napoli in Metodi di Valutazione. Si è abilitato all'insegnamento nella classe di concorso "A033 - Educazione Tecnica nella scuola media" nel 2004 e dal 2007 è diventato docente di ruolo. Insegna a Catania presso la scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri. Appassionato di informatica che, insegna nelle classi 2.0 e 3.0, webmaster per diletto e utilizzatore avanzato di programmi C.A.D., grafica e video produzione. Autore di questo blog e vincitore del premio internazionale come miglior sito dell'anno 2016 nell'area Carriera e Formazione. Autore per casa editrice Lattes Editori di Torino per la quale cura il blog iLTECHNOlogico.it e le pubblicazioni di tecnologia.

Giu 142021
 

Oggi la tecnologia, soprattutto quella indossabile, strizza sempre di più l’occhio alla parte fisica e sportiva, agli allenamenti, alla salute di chi fa esercizio fisico. Fitbit, Apple Watch e molti altri dispositivi, sono diventati compagni di allenamento per molti atleti ma anche per la maggior parte di noi al fine di fornirci indicazioni per effettuare allenamenti nelle migliori condizioni possibili o per stimolarci ad effettuare progressi, o ancora per monitorare la nostra salute e il nostro benessere psicofisico.

Dispositivi sempre più evoluti, sono oggi in grado di fornire una quantità enorme di informazioni che, trasferite poi ad app specifiche sullo smartphone, vengono elaborate, analizzate e sono in grado di fornire risultati in tempo reale condivisibili anche con il proprio medico, o semplicemente per essere consultati per migliorare le proprie performance. Tra questi dispositivi, ce n’è uno nuovo, sviluppato da una start-up italiana con sede a Parma, Biometrica, che ha realizzato uno strumento chiamato Swemax indicato come il primo bio-sensore in grado di analizzare il sudore. Ma perché analizzare il sudore umano? La risposta è semplice; perché questo, tra i fluidi biologici, è quello che trasporta la maggiore quantità di informazioni sullo stato di salute e sulle nostre condizioni atletiche. Il sensore è in grado di catturare i segnali forniti dal sudore e rappresentarli in formato digitale, descrivendo quella che potremmo definire la nostra firma biologica corporea.

Swemax è costituito da un cerotto intercambiabile che aderendo sulla superficie corporea raccoglie microscopiche gocce di sudore che trasmette a un dispositivo elettronico adesso collegato. Un piccolissimo apparecchio posizionato a contatto della pelle all’interno di una specifica tasca su indumenti tecnici, come magliette o canottiere, facenti parte della dotazione biomedica di Swemax. I dati raccolti continuamente, vengono inviati all’interno di uno spazio cloud dove l’intelligenza artificiale del bio-sensore, le elabora e le utilizza per apprendere (Machine Learning) le caratteristiche fisiche della persona che lo indossa.

Il sistema, analizzando i dati che gli arrivano continuamente, è in grado di anticipare eventuali manifestazioni quali crampi o malesseri dovuti a un calo di liquidi o di sali minerali. Il sistema è in grado anche di indicare eventuali rischi di disidratazione, comunicando direttamente tramite lo smartphone sia con l’atleta o con il preparatore atletico in maniera che sia possibile individuare le criticità nell’allenamento e correggere gli eventuali esercizi non idonei.

L’importanza e la quantità di dati sviluppati da questo sistema, è talmente valida da avere suscitato l’attenzione di atleti di calibro internazionale, coach e case di abbigliamento sportivo e tecnico, e sicuramente, questo sarà uno strumento che molto presto potremmo trovare integrato nei nostri dispositivi healtcare.

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Giu 112021
 
ENERGIA NUCLEARE
Indice Argomenti
1 FISSIONE NUCLEARE
2 LE CENTRALI ELETTRO-NUCLEARI
3 FUSIONE NUCLEARE
4 PRO E CONTRO DELL’ENERGIA NUCLEARE
Mappa MAPPA CONCETTUALE DELL’ARGOMENTO
Video APPROFONDISCI CON I VIDEO
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#1 FUKUSHIMA: SIAMO DAVVERO IN PERICOLO?

L’energia nucleare è una forma di energia che deriva da profonde modificazioni della materia.
Più di un secolo fa Albert Einstein scoprì che questa poteva essere trasformata in energia…

…e che questa trasformazione poteva avvenire attraverso 2 differenti processi:

  • la Fissione Nucleare
  • la Fusione Nucleare
FISSIONE o SCISSIONE NUCLEARE

La fissione nucleare o la scissione nucleare, consiste nella disintegrazione del nucleo di un atomo, per mezzo dei neutroni che colpendolo alla velocità della luce, lo spezzano in nuclei più leggeri.
Einstein notò che sommando la massa dei nuclei più piccoli, la somma era inferiore a quella del nucleo originario. Come mai? Questo perché una parte di essa si era trasformata in energia! Infatti, una reazione nucleare, genera luce e calore, e questi sono proprio ottenuti per la trasformazione di parte della materia degli atomi.

Inoltre, se la quantità di materiale fissile è sufficiente, durante la fissione si liberano altri neutroni che vanno a colpire altri nuclei innescando così una reazione a catena.
L’elemento fissile usato nelle centrali è l’uranio 235 che costituisce il combustibile che, una volta inserito nei reattori, svilupperà un enorme quantità di energia.

Durante la fissione, oltre all’energia si ottiene un nuovo materiale fissile non presente in natura chiamato Plutonio.

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LE CENTRALI ELETTRO-NUCLEARI

L’uomo riesce a realizzare queste reazioni all’interno di grandi strutture il cui scopo è quello di trasformare l’energia prodotta dalla fissione in elettricità, ecco perché prendono il nome di centrali elettro-nucleari.

Il combustibile fissile, l’uranio 235, viene inserito all’interno del reattore o core, chiuso all’interno di una struttura di contenimento affinché le radiazioni mortali prodotte da questa, non si disperdano all’esterno. Qui, avviene una fissione controllata. In pratica, apposite barre di controllo vengono inserite tra le pile di combustibile e abbassate se la reazione diventa troppo rapida o violenta, in modo da rallentarla o spegnerla del tutto in caso di necessità.

L’uranio naturale viene sottoposto ad un processo di macinazione che produce comunemente un materiale in polvere secca di colore giallo, chiamato appunto yellow cake, proprio perché viene confezionato in piccoli cilindri che assomigliano a delle torte gialle.Anche

Il calore prodotto, viene utilizzato per far evaporare dell’acqua all’interno di un generatore di vapore, che viene utilizzata per raffreddare il reattore e per attivare una turbina a vapore la quale trasforma così l’energia termica prodotta in energia di tipo meccanico.

La turbina è collegata ad un alternatore, trasformando così l’energia meccanica in energia elettrica.

Come in ogni centrale elettrica, poi, l’elettricità passa al trasformatore che ne innalza la tensione per il trasferimento sulla rete elettrica attraverso i tralicci e i cavi dell’alta tensione.

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FUSIONE NUCLEARE

La fusione nucleare è una reazione attraverso la quale i nuclei di due atomi leggeri, deuterio e trizio, si uniscono tra loro, dando come risultato un nuovo elemento chimico chiamato elio.
Anche in questo caso, quando i due nuclei più leggeri si fondono insieme, il nucleo che hanno formato, sarà meno pesante della somma degli altri due. Anche in questo caso la materia mancante si è trasformata in energia termica e luminosa.

Questa reazione, al contrario della fissione, non può ancora essere realizzata perché la condizione per cui i due atomi leggeri si fondano insieme, dipende da una pressione spaventosa e da una temperatura di milioni di gradi, condizioni che si verificano all’interno delle stelle come il nostro Sole o in una reazione nucleare incontrollata come in una bomba all’idrogeno.

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IL FUTURO DELLA FUSIONE NUCLEARE: IL TOKAMAK

Toro

Per poter sfruttare l’enorme quantità di energia prodotta dalla fusione nucleare, si sta sperimentando il Tokamak, una macchina a forma di “ciambella”, sviluppata in Unione Sovietica negli anni 50’. Il nome un po’ curioso deriva dall’acronimo russo e significa “camera toroidale magnetica”. La forma toroidale (oppure a ciambella) del dispositivo non è stata di certo una scelta a caso, ma è fondamentale per il suo giusto funzionamento, in quanto la forma a ciambella del contenitore impedisce alle particelle di fuoriuscire dalle estremità, muovendosi invece in cerchi continui.

Raffigurazione 3D del Tokamak

Una camera vuota avvolge e protegge lo strato più interno in cui avviene il processo, impedendo l’interazione con le particelle esterne. L’intera struttura è avvolta da bobine magnetiche realizzate con superconduttori che, con la loro capacità di assorbire poca potenza elettrica, generano campi magnetici così potenti da permettere ai laser che bombardano le particelle di raggiungere le temperature adeguate e mantenere coeso il plasma.

Il campo magnetico generato impedisce agli elettroni di urtare contro le pareti, mentre le forze magnetiche addensano il plasma, portando i nuclei caricati positivamente abbastanza vicini da superare le forze elettrostatiche e li costringono a fondersi.

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PRO E CONTRO DELL’ENERGIA NUCLEARE

Per ora, quando parliamo di energia nucleare ci riferiamo a quella prodotta con il processo di fissione. Produrre energia elettrica attraverso l’energia nucleare presenta notevoli vantaggi, ma porta con se anche alcuni importanti svantaggi. Vediamoli:

PRO

  • da una piccola quantità di uranio si ottiene molta energia elettrica;
  • non essendo basata sulla combustione di risorse fossili o vegetali, non causa l’emissione in atmosfera dei gas responsabili del dell’effetto serra;
  • riduce la dipendenza dall’estero nell’approvvigionamento energetico, in quanto consente di produrre una parte dell’energia elettrica senza dover importare dai paesi produttori, gas, carbone o petrolio.
  • può funzionare ininterrottamente per 40-60 anni. Un periodo di tempo così lungo consente di ammortizzare l’elevato costo iniziale della centrale atomica.

CONTRO

  • dopo il processo di fissione nucleare vengono rilasciati dei rifiuti altamente radioattivi (scorie), che vengono smaltiti dopo tantissimi anni. Solitamente questi rifiuti vengono rinchiusi in depositi sotto terra lontani dallo scorrere delle falde acquifere e controllati dall’esercito perché potrebbero interessare gruppi terroristici per produrre le cosiddette bombe sporche;

  • le centrali nucleari richiedono un maggior livello di sicurezza rispetto ad altre centrali, perché in caso di incidenti, sono quelle che danneggiano di più l’ambiente. Tristemente famosi gli incidenti nelle centrali nucleari di Chernobyl nel 1986 e Fukushima nel 2001.

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MAPPA CONCETTUALE DELL’ARGOMENTO


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APPROFONDISCI CON I VIDEO
LA FISSIONE NUCLEARE LA FUSIONE NUCLEARE
Durata: 1:02 Durata: 2:34
VERSO LA FUSIONE NUCLEARE
Durata: 7:42 Durata: 0:00
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ANCHE NOI SCRITTORI
Alunno/i autore/i dell’articolo:
RICCARDO FRANCALANZA – AGNESE CORSARO
Classe e Anno: Argomento di Riferimento:
Terza D – 2020/21 ENERGIA NUCLEARE
Mag 292021
 


Ancora un cambiamento ancora un passo avanti.

EDUCAZIONETECNICA.DANTECT.IT

diventa

EDUCAZIONETECNICAONLINE.COM

Questa volta si tratta di un piccolo ma sostanziale cambiamento, quello del nome. La base rimane sempre la stessa educazionetecnica ma perdiamo il sotto-dominio dantect per diventare educazionetecnicaonline.com.

Questo nuovo nome racchiude tutta l’essenza di queste pagine, sito dedicato alla disciplina tecnologica nelle scuole medie e non solo, ed online, perché sempre disponibile sui nostri dispositivi in qualunque momento e in qualunque luogo.

Per voi non cambierà nulla, per un periodo i server vi reindirizzeranno automaticamente su queste nuove pagine, ma nel frattempo, avrete la possibilità di aggiornare l’indirizzo sui preferiti del vostro browser.

Ho voluto evidenziare questo cambiamento rinnovando il banner del sito con nuovi elementi digitali, quali l’automazione, l’intelligenza artificiale, la conquista di Marte e la navetta SpaceX, prossimi step dell’avventura umana nella tecnologia.

Nella speranza che anche questi cambiamenti vi possano piacere, non mi resta che augurarvi una piacevole lettura sulle pagine di:

EDUCAZIONETECNICAONLINE.COM

Prof. Betto

Mag 202021
 
3 SOLIDI 02
Autore della composizione di solidi: Andrea Cordovana classe 2I (2020-21)
Dati VERDE: H1 = 9cm / L1 = 3cm / L2 = 1cm
  AZZURRO: H2 = 6cm / L3 = 4cm
  GIALLO: H3 = 3cm / L4 = 8cm / L5 = 4cm / L6 = 2cm / L7 = 1cm / L8 = 5cm
CONSEGNE:
1 PROIEZIONI ORTOGONALI
2 ASSONOMETRIA ISOMETRICA
3 ASSONOMETRIA MONOMETRICA
4 ASSONOMETRIA CAVALIERA
5 PROSPETTIVA
6 REALIZZA LE CONSEGNE IN DIGITALE CON IL CAD
STRUMENTI NECESSARI:
OPERAZIONI INIZIALI:

Usando un foglio F4, posizionato in orizzontale, effettuiamo le squadrature secondo gli schemi indicati in SQUADRATURA F/4.

FIGURA DI RIFERIMENTO:

Questo esercizio non dispone di tutorial esplicativi perché presuppone la conoscenza delle tecniche di consegna. Si consiglia, quindi, di assegnarlo solo dopo aver fatto svolgere diversi esercizi e solo quando si riterranno i propri alunni capaci di poterlo svolgere autonomamente.

Mag 192021
 
3 SOLIDI 01
Autore della composizione di solidi: Gabriele Calabrese classe 2I (2020-21)
Dati VERDE: H1 = 7cm / L1 = 1cm / L2 = 7cm
  GIALLO: H1=H2 = 7cm / L3 = 2cm
  AZZURRO: H3 = 2,5cm / L4 = 2,5cm / L5 = 3,5cm
CONSEGNE:
1 PROIEZIONI ORTOGONALI
2 ASSONOMETRIA ISOMETRICA
3 ASSONOMETRIA MONOMETRICA
4 ASSONOMETRIA CAVALIERA
5 PROSPETTIVA
6 REALIZZA LE CONSEGNE IN DIGITALE CON IL CAD
STRUMENTI NECESSARI:
OPERAZIONI INIZIALI:

Usando un foglio F4, posizionato in orizzontale, effettuiamo le squadrature secondo gli schemi indicati in SQUADRATURA F/4.

FIGURA DI RIFERIMENTO:

Questo esercizio non dispone di tutorial esplicativi perché presuppone la conoscenza delle tecniche di consegna. Si consiglia, quindi, di assegnarlo solo dopo aver fatto svolgere diversi esercizi e solo quando si riterranno i propri alunni capaci di poterlo svolgere autonomamente.

Mag 192021
 
3 PARALLELEPIPEDI
Autore della composizione di solidi: Jacopo Lo Piccolo classe 2I (2020-21)
Dati VERDE: H1 = 1cm / L1 = 6,5cm / L2 = 7cm
  AZZURRO: H2 = 1cm / L3 = 7cm / L4 = 1,5cm
  GIALLO: H3 = 4cm / L5 = 4cm / L6 = 2cm
CONSEGNE:
1 PROIEZIONI ORTOGONALI
2 ASSONOMETRIA ISOMETRICA
3 ASSONOMETRIA MONOMETRICA
4 ASSONOMETRIA CAVALIERA
5 PROSPETTIVA
6 REALIZZA LE CONSEGNE IN DIGITALE CON IL CAD
STRUMENTI NECESSARI:
OPERAZIONI INIZIALI:

Usando un foglio F4, posizionato in orizzontale, effettuiamo le squadrature secondo gli schemi indicati in SQUADRATURA F/4.

FIGURA DI RIFERIMENTO:

Questo esercizio non dispone di tutorial esplicativi perché presuppone la conoscenza delle tecniche di consegna. Si consiglia, quindi, di assegnarlo solo dopo aver fatto svolgere diversi esercizi e solo quando si riterranno i propri alunni capaci di poterlo svolgere autonomamente.

Mag 152021
 

Le azioni effettuate con l’intento di preservare l’ambiente e di creare economia, passano anche attraverso il richiuso e il riciclo di buona parte dei rifiuti inorganici altamente inquinanti che la nostra società produce su scala industriale.

Vi siete mai chiesti, appunto, che fine facciano le batterie dei nostri amati cellulari quando giungono a fine del loro ciclo vitale? Immaginate quanti milioni di pezzi ogni anno finiscono in discarica, elementi che contengono al loro interno sostanze altamente inquinanti e metalli pesanti che, difficilmente possono essere smaltite con normali processi e soprattutto capaci di creare economie circolari che risultino efficienti e positive sia dal punto di vista ambientale che economico.

In Italia, una azienda di Chiampo in provincia di Vicenza, chiamata Spirit Srl acquisisce da anni le batterie esaurite per effettuarne un recupero e un riciclo sostenibile in particolare per quelle agli ioni di litio e nichel metallo idruro NiMh.

Il processo brevettato da questa azienda, è frutto di anni di studio ed è, ovviamente, coperto da segreto industriale. Prevede il riciclo delle batterie provenienti dagli smartphone, tablet, ma anche bici e auto elettriche, che devono inizialmente essere scaricate, aperte e a questo punto suddivise nei loro vari componenti. Da un lato avremo le polveri catodiche composte da ossidi di metalli quali cobalto, nichel ed altri utilizzati, poi, nel settore manufatturiero per realizzare gli smalti utilizzati nella colorazione delle piastrelle. Questo processo permette di recuperare circa l’80% della massa di ciascuna batteria e di ricavarne anche polveri di metalli come rame e alluminio. I benefici sono enormi perché da un lato si riutilizzano batterie che altrimenti andrebbero a finire in discarica con grande inquinamento per l’ambiente e dall’altro si riducono gli interventi di estrazione nelle miniere per i metalli in esse presenti, soprattutto nei paesi africani quali la Repubblica del Congo.

Attualmente l’impianto è in grado di processare e di recuperare circa 10 tonnellate di batterie gli ioni di litio in un mese ma si punta a implementare il processo e la produzione fino ad arrivare a 40 tonnellate al mese.

L’azienda, grazie a Fòrema, che è l’ente di formazione di Assindustria di Padova, è riuscita a ottenere le autorizzazioni presso l’ECHA (Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche) necessarie per immettere sul mercato europeo i nuovi prodotti ottenuti da questo processo di recupero.

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Apr 282021
 

Questo progetto, nasce con l’intento di colmare il gap tra la scuola e il mondo digitale in cui viviamo preparando gli studenti, seppur in questa fascia d’età (scuola media), ad affrontare i successivi impegni scolastici ma soprattutto a prepararli per le nuove professioni che il mondo del lavoro proporrà loro. Durante il corso, apprenderanno l’uso dei più importanti software per la progettazione digitale, quali AutoCAD© e SketchUp© oggi forniti gratuitamente agli studenti anche su piattaforma GSuite, con l’obiettivo di realizzare un modello 3D architettonico al computer. In questo modo gli studenti sperimenteranno, procedure e attività tipiche di uno studio professionale acquisendo competenze digitali uniche ed evidentemente spendibili. Con la guida del docente, i ragazzi di una terza digitale 2.0 (22 alunni della 3H della scuola media Dante Alighieri di Catania), percorreranno tutti i passi del processo progettuale e creativo, sviluppando in modo autonomo e ripetibile azioni digitali atte a consentire loro di riuscire a realizzare un progetto 3D dalle basi fino al modello completo fino alla sua successiva presentazione su piattaforma digitale o social network sotto forma di animazione video.

Il progetto consta delle seguenti fasi:

  • raccolta dei materiali necessari attraverso una ricerca su Internet, come planimetrie, alzati, sezioni, foto e schemi quotati;
  • scalatura e correzione delle immagini raster, attraverso software quali Photoshop© o GIMP, così da poterle utilizzare come base per il progetto digitale sul CAD;
  • inserimento e dimensionamento della planimetria raster sul CAD come base da cui sviluppare il modello 3D;
  • disegno 2D e 3D del progetto utilizzando gli strumenti forniti dal CAD per la realizzazione di pareti, porte, finestre, falde e di tutti gli altri elementi;
  • inserimento delle texture e degli oggetti per rendere più realistico il progetto;
  • animazione con tecniche tipo fly-through e confezionamento con audio e sottotitoli per la presentazione digitale.
INDICE
MATERIALE RACCOLTO DALLA RETE
L’AMBIENTE DI LAVORO
LA DAD
GLI STEPS
I PRODOTTI FINALI DEGLI ALUNNI
LE ANIMAZIONI VIDEO
IL PITCH
IL VIDEO DEL PROGETTO PER LA FINALE DEL 28 APRILE

La prima attività, già svolta, è stata quella di selezionare sulla rete un progetto già esistente di cui fosse presente sufficiente materiale per poter iniziare il lavoro digitale. Nella pianta di copertura, vengono fornite le dimensioni generali e da queste si è partiti per poter proporzionare e scalare il progetto da caricare successivamente sul CAD.

MATERIALE SELEZIONATO DALLA RETE
PIANTA PIANO TERRA PIANTA PIANO PRIMO PIANTA COPERTURA
PROSPETTO FRONTALE PROSPETTO POSTERIORE PROSPETTO LATERALE
PROSPETTO LATERALE VISTA 1 VISTA 2
 
VISTA 3 VISTA 4  

In un secondo momento attraverso l’uso di programmi per grafica raster, si sono scalate, scontornate e composte in un’unica tavola di lavoro le viste principali e il piano terra di riferimento:

Scontorno e montaggio effettuati su Adobe Photoshop®

A questo punto si è provveduto a caricare la pianta del piano terra sul CAD. È stata utilizzata l’ultima versione del CAD tridimensionale SketchUp for School® precariato dal docente sulla GSuite scolastica a cui ogni studente può accedere gratuitamente attraverso le proprie credenziali scolastiche. Questa prima parte del lavoro si è svolta in modalità sincrona durante la DDI nel mese di gennaio 2021.

Immagine raster caricata su SketchUp for School da ciascun studente

Ogni studente, attraverso la guida del docente ha provveduto a scalare l’immagine in modo che le sue proporzioni ricalcassero in qualche modo quelle reali. Per far ciò, sono stati presi alcuni elementi della planimetria le cui misure sono universalmente standard, come la dimensione delle porte interne (80cm) o dei muri esterni (circa 44cm). Questo ha consentito di verificare che anche le altezze sui prospetti fossero rispettate, verificando un’altezza complessiva di circa 3 metri.

L’AMBIENTE DI LAVORO

Quando non in DAD, il lavoro è svolto in classe con il dovuto distanziamento. Si tratta di aule speciali, realizzate per classi di questo tipo. Torrette fissate al pavimento, portano cablaggio e alimentazione a tutte le postazioni. In origine la classe, in periodo pre-pandemico, era organizzata in isole con speciali banchi modulari, ma per ovvie ragioni, l’attuale disposizione è per banchi singoli. LIM e cablaggio 5G completano la dotazione dell’aula, realizzata tramite fondi europei.

GLI STUDENTI DEL CORSO ALL’OPERA (25-03-2021)
FOTO#1 FOTO#2 FOTO#3
FOTO#4 FOTO#5 CONFIGURAZIONE ORIGINALE CLASSE

 

LA DAD

Il carattere prevalentemente digitale, la possibilità di lavorare in remoto, la condivisione dei file, la specificità del progetto, hanno dimostrato come gli aspetti e le metodologie digitali a scuola possano essere di grande aiuto in momenti come questo, ma anche come alcune attività didattiche possano regolarmente essere svolte a distanza.

Infatti, la prima parte di questo lavoro, è stata svolta da remoto, da casa, durante un periodo di lockdown, periodo in cui solo le attività svolte in Didattica a Distanza potevano consentire una continuità scolastica altrimenti impossibile. Questo progetto ha dimostrato che la scuola poteva continuare, e che poteva farlo essendo ancora di più strumento di apprendimento e formazione per i discenti. Gli alunni hanno partecipato tutti in maniera appassionata e coinvolgente ed anche quelli normalmente più svogliati e meno partecipativi si sono entusiasmati e hanno lavorato costantemente ed in modo produttivo. Silenzio e attenzione alle spiegazioni, partecipazione con domande e interventi, proposte, tutoraggio tra pari, sono stati alcuni degli elementi positivi rilevati.

STEP#01

Il primo passo è stato quelle do costruire la struttura dei LAYER (livelli) ed iniziare il disegno digitale della planimetria. Gli studenti hanno costruito una griglia virtuale usando il comando MISURA, così da poter poi disegnare con lo strumento LINEA il profilo dei muri del nostro progetto.

PRIMI ELEBORATI PRODOTTI DAI RAGAZZI E CONDIVISI SU CLASSROOM E VALUTATI (18-02-21)
GIANLUIGI BRAILE FEDERICO BUREMI RICCARDO CARBONE
ILARIA CARUSO DANIELE CHIARENZA MORGAN CRASTA
ANNALISA MAZZA MARCO MIRABELLA GABRIELE PISCOPO
ADRIANO PONZIO VITTORIA RICCIOLI CLAUDIA RODOGNO
AURORA TRINGALI MATTEO VALASTRO  GIORGIO SCALIA

 

STEP#02

Nella seconda attività, si è passati al disegno tridimensionale. Con lo strumento SPINGI/TIRA, si è dato sviluppo alle pareti della costruzione e in un secondo momento si è provveduto a realizzare le necessarie bucature dove dovranno essere posizionati gli infissi.

SVILUPPO TRIDIMENSIONALE E INSERIMENTO BUCATURE SULLA PIANTA (25-02-21)
GIANLUIGI BRAILE FEDERICO BUREMI RICCARDO CARBONE
ILARIA CARUSO DANIELE CHIARENZA MORGAN CRASTA
MATTEO VALASTRO MARCO MIRABELLA GABRIELE PISCOPO
ADRIANO PONZIO VITTORIA RICCIOLI CLAUDIA RODOGNO
AURORA TRINGALI GINEVRA GALIANO CAROLA INDELICATO
TERESA GIORDANO NICOLE REINA ANNALISA MAZZA
   
GIORGIO SCALIA

 

STEP#03

Superata la fase iniziale di approccio con l’interfaccia del programma e l’uso degli strumenti, gli alunni iniziano ad essere autonomi ed in grado di svolgere attività più complesse. L’attività proposta è quella di creare i serramenti esterni ed interni del progetto utilizzando in parte i comandi già appresi e inserendone di nuovi.

In questa attività sono stati implementati il comando OFFSET, per generare copie a distanza regolare di superfici, necessarie per realizzare i buchi sugli infissi. Si è ulteriormente approfondito il comando TAG e l’uso dei livelli. E’ stato spiegato ed utilizzato il comando CREA BLOCCO per la gestione di oggetti complessi e non modificabili. Si è utilizzato ancora una volta il comando SPOSTA e cui è stato aggiunto il comando RUOTA, necessario per ribaltare oggetti creati su piani differenti (ad esempio una porta creata sul piano orizzontale è stata poi messa in verticale.

 INSERIMENTO DEGLI INFISSI ESTERNI E DELLE PORTE INTERNE (04-03-21)
GIANLUIGI BRAILE FEDERICO BUREMI RICCARDO CARBONE
ILARIA CARUSO DANIELE CHIARENZA MORGAN CRASTA
MATTEO VALASTRO MARCO MIRABELLA GABRIELE PISCOPO
ADRIANO PONZIO VITTORIA RICCIOLI CLAUDIA RODOGNO
AURORA TRINGALI PAOLO PIUMA GINEVRA GALIANO
CAROLA INDELICATO TERESA GIORDANO NICOLE REINA
   
MAZZA ANNALISA  – – 

 

STEP#04

In questa fase del lavoro, si è realizzato il secondo livello della costruzione, lasciano in questo modo spazio agli studenti di utilizzare in autonomia i comandi già acquisiti. Sono stati, inoltre, aggiunti step successivi al fine di riuscire ad inserire nuove immagini (la planimetria del secondo livello) e mettere in relazione i due differenti livelli della costruzione. Ai comandi già utilizzati sono stati aggiunti INSERISCI, MOLTIPLICA, TAG, SELEZIONE SELETTIVA.

La consegna prevede la completa realizzazione del secondo livello in assoluta autonomia, al fine di verificare le competenze acquisite e la capacità di saperle utilizzare compiutamente.

REALIZZAZIONE DEL SECONDO LIVELLO CON INSERIMENTO INFISSI ESTERNI E INTERNI (11-03-21)
GIORGIO SCALIA FEDERICO BUREMI RICCARDO CARBONE
ILARIA CARUSO DANIELE CHIARENZA MORGAN CRASTA
MATTEO VALASTRO NICOLE REINA GABRIELE PISCOPO
ADRIANO PONZIO VITTORIA RICCIOLI CLAUDIA RODOGNO
AURORA TRINGALI PAOLO PIUMA GINEVRA GALIANO
CAROLA INDELICATO TERESA GIORDANO NUCIFORA GIADA

 

STEP#05

In questa fase si è provveduto a completare il piano primo con la costruzione del tetto. Una volta rilevate le misure in pianta e alzato delle due falde, si è proceduto alla sua costruzione separatamente sullo spazio di lavoro. Completato questo passaggio, si è sovrapposto ad altezza corretta il tetto, facendo intersecare tutte le superfici. Grazie, poi, al comando INTERSECA LE FACCE CON IL MODELLO, gli alunni hanno appreso la possibilità di intersecare volumi e di farli compenetrare tra di loro potendo poi eliminare le parti in eccesso. A completamento del lavoro quotidiano, si sono realizzate in autonomia, le finestre inclinate mancanti.

REALIZZAZIONE DEL TETTO E COMPLETAMENTO DEL PRIMO LIVELLO (18-03-21)
GIORGIO SCALIA FEDERICO BUREMI RICCARDO CARBONE
ILARIA CARUSO DANIELE CHIARENZA MORGAN CRASTA
MATTEO VALASTRO MIRABELLA MARCO GABRIELE PISCOPO
ADRIANO PONZIO VITTORIA RICCIOLI CLAUDIA RODOGNO
AURORA TRINGALI PAOLO PIUMA MAZZA ANNALISA
   
CAROLA INDELICATO  – – 

 

STEP#06

In questa fase gli alunni si son cimentati con la costruzione della scala interna, da inserire nell’apposito spazio ricavato tra le pareti interne. Sono stati utilizzati i comandi MOLTIPLICA in una direzione a cui si è aggiunto il MOLTIPLICA IN ROTAZIONE per la parte a ventaglio della scala. Si è, inoltre, provveduto alla pulizia di eventuali linee rimaste dopo l’intersezione tra solidi, ossia tra il corpo della scala e i muri laterali. Gli alunni hanno anche verificato il corretto sbarco della scala al piano superiore.

REALIZZAZIONE DEL TETTO E COMPLETAMENTO DEL PRIMO LIVELLO (25-03-21)
GIANLUIGI BRAILE FEDERICO BUREMI RICCARDO CARBONE
ILARIA CARUSO DANIELE CHIARENZA MORGAN CRASTA
GINEVRA GALIANO CAROLA INDELICATO ANNALISA MAZZA
MARCO MIRABELLA GABRIELE PISCOPO PAOLO PIUMA
ADRIANO PONZIO VITTORIA RICCIOLI CLAUDIA RODOGNO
GIORGIO SCALIA AURORA TRINGALI MATTEO VALASTRO 

 

STEP#07

Fase importantissima, perché gli alunni cominciano a vedere i frutti di tutto il loro lavoro e iniziano ad essere autonomi nell’uso dei comandi e anche capaci di spingersi oltre sperimentando e curiosando tra le opzioni del software.

L’attività guidata prevedeva la costruzione dei solai, inferiore, ossia di attacco a terra e intermedio, cioè quello tra i due piani dell’unità abitativa al fine di poter poi assemblare le due parti nell’unico corpo dell’edificio.

In questa fase sono stati utilizzati i nuovi comandi VISTA A RAGGI X, e visualizzazione in WIREFRAME, SOLID, OMBREGGIATO CON TEXTURE, MONOCROMO. Visualizzazione e impostazione delle viste tridimensionali, ossia come osservare un oggetto e come spostare il punto di vista sono stati i nuovi elementi appresi. Saper osservare in assonometria oppure in prospettiva, spostare il fuoco dell’obiettivo e cercare la migliore inquadratura sono state le competenze acquisite in questa lezione.

COSTRUZIONE DEI SOLAI E MONTAGGIO DELLA STRUTTURA (8-04-21)
GIORGIO SCALIA FEDERICO BUREMI RICCARDO CARBONE
ILARIA CARUSO DANIELE CHIARENZA MORGAN CRASTA

AURORA TRINGALI CLAUDIA RODOGNO MATTEO VALASTRO
MARCO MIRABELLA GABRIELE PISCOPO PAOLO PIUMA
ADRIANO PONZIO NICOLE REINA CLAUDIA RODOGNO
   
GIADA NUCIFORA    

 

STEP#08

Finalmente progettisti, dopo aver completato la parte strutturale, inizia la fase di personalizzazione, quella in cui ognuno di loro si cimenta con la propria capacità creativa, la propria fantasia, i propri gusti.

Guidati dal docente scoprono la WAREHOUSE, una repository interna al programma dove ogni utente mette a disposizione di tutti, oggetti, vegetazione, arredi, ed ogni possibile elemento che possa contribuire ad arricchire e personalizzare il proprio progetto. Ognuno di loro si è sbizzarrito inserendo ciò che il proprio immaginario riteneva importante e attraverso una ricerca mirata, sotto la supervisione del docente i ragazzi hanno scaricato le texture, ossia foto dei materiali e delle finiture superficiali che hanno poi IMPORTATO e INSERITO nel proprio progetto.

Mattoni, tegole, pietre naturali, erba per il prato hanno contribuito a rendere molto più realistico e d’effetto il proprio lavoro, studiando contemporaneamente le inquadrature migliori e più efficaci per rendere interessante e accattivante quanto realizzato.

Si è trattata di una fase importante, forse la più complessa, quella in cui ciascuno si è dovuto confrontare con la propria capacità di scelta per cercare un bilanciamento tra la loro irruente inesperienza e la necessità di presentare un progetto equilibrato e non eccessivo.

Un lavoro complesso di selezione e ricerca, di bilanciamento e proporzionamento che ha dato in alcuni casi incredibili risultati e mostrato una grande capacità di sapersi mettere in gioco nonostante la giovane età.

PERSONALIZZAZIONE E FINALIZZAZIONE DEL PROGETTO (15-04-21)
GIANLUIGI BRAILE FEDERICO BUREMI RICCARDO CARBONE
ILARIA CARUSO DANIELE CHIARENZA MORGAN CRASTA
TERESA GIORDANO CAROLA INDELICATO ANNALISA MAZZA
MICHAEL MILAZZO MARCO MIRABELLA GINEVRA GALIANO
GABRIELE PISCOPO PAOLO PIUMA ADRIANO PONZIO
NICOLE REINA VITTORIA RICCIOLI CLAUDIA RODOGNO 
GIORGIO SCALIA AURORA TRINGALI MATTEO VALASTRO

 

I PRODOTTI FINALI













LE ANIMAZIONI VIDEO

IL PITCH

IL VIDEO DEL PROGETTO PER LA FINALE DEL 28 APRILE

Apr 242021
 

Sempre più persone sono afflitte da problemi visivi come l’astigmatismo, la miopia, la presbiopia. Diverse sono le soluzioni adottate come lenti a contatto, interventi chirurgici, occhiali, ma la ricerca di cui parliamo oggi potrebbe eliminare definitivamente uno di questi fastidiosissimi problemi. Infatti, pare che le ricerche condotte dalla divisione farmaceutica del gruppo svizzero Novartis abbiano messo a punto un principio attivo chiamato per ora Un844. Questo, disciolto sotto forma di collirio, potrebbe eliminare la presbiopia dall’occhio umano definitivamente.

Tali ricerche, ancora in corso, dovrebbero concludersi entro il 2023 e quindi per il momento non è ancora tempo di mettere da parte gli occhiali. Ma pare che i risultati siano molto promettenti per cui sarà possibile curare questo difetto visivo, semplicemente instillando un collirio nell’occhio. 

Superato l’iter autorizzativo e la commercializzazione, il paziente dovrà utilizzare le gocce nell’occhio quotidianamente questo perché, la presbiopia, è come una qualsiasi patologia cronica e per questo deve essere curata quotidianamente. Queste gocce penetrano nel cristallino riabilitando la sua elasticità e consentendo così di riacquistare la capacità visiva alle distanze ravvicinate problema che affligge tutte le persone che hanno superato i 40 anni di età.

Il collirio non è ancora un nome commerciale e i test clinici finora condotti hanno dimostrato un sensibile miglioramento dell’acutezza visiva rispetto a pazienti trattati con un placebo. Nella sperimentazione che, ha coinvolto 75 pazienti con presbiopia, l’82% di quelli trattati con il principio attivo per 90 giorni ha ottenuto un punteggio di acutezza visiva 20/40 contro il 48% del gruppo a cui è stato somministrato un placebo. Il valore ottenuto, è più che sufficiente per consentire una perfetta visione a breve distanza alla maggior parte delle persone.

GUARDA I VIDEO:

PUOI LEGGERE ANCHE:
Apr 242021
 
SOLARE TERMICO
Indice Argomenti
1 I PANNELLI SOLARI
2 I TIPI DI IMPIANTI A PANNELLI SOLARI
3 MAPPA CONCETTUALE DELL’ARGOMENTO (non disponibile)
4 APPROFONDISCI CON I VIDEO
Lezioni Precedenti sull’Energia Solare
#1 ENERGIA SOLARE
#2 FOTOVOLTAICO

 

I PANNELLI SOLARI

Schema di Impianto a Pannelli Solari

I pannelli solari, funzionano essenzialmente per la produzione di calore a bassa temperatura e sfruttano il principio dell’effetto serra. Una piastra captante metallica, raccoglie l’Energia Solare e inizia ad emettere calore (Energia Termica).

Quale forma di ENERGIA sfruttiamo in un impianto a Pannelli Solari?

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I TIPI DI IMPIANTI A PANNELLI SOLARI

Gli impianti solari termici utilizzati sono di due tipi:

  • a circolazione naturale;
  • a circolazione forzata.

Gli impianti a circolazione naturale sono sistemi monoblocco a circuito chiuso, che funzionano senza necessità di pompe né di componenti elettrici. Sono costituiti da un collettore solare esposto alle radiazioni solari, all’interno del quale l’acqua si scalda e sale per convezione (effetto termosifone) verso il serbatoio, confluendo quindi nel circuito domestico.

Gli impianti a circolazione forzata hanno il serbatoio montato separatamente (nel sottotetto o nel locale caldaia) e il liquido del circuito primario è spinto da una pompa. La pompa di circolazione viene messa in moto da una centralina elettronica che confronta le temperature dei collettori e dell’acqua nel serbatoio di accumulo rilevata da apposite sonde.

Impianto a Circolazione Naturale Impianto a Circolazione Forzata

I componenti principali di un sistema a Pannelli Solari termici sono:

  1. pannello solare;
  2. serbatoio di accumulo dell’acqua calda;
  3. pompa (solo nei sistemi a circolazione forzata);
  4. centralina elettronica;
  5. collegamenti idraulici ed elettrici.

PANNELLO SOLARE – possono essere raggruppati in 2 tipi principali: con tubi sottovuoto, oppure vetrati. Esistono, comunque, molte varianti come ad esempio pannelli ad aria, pannelli scoperti, a cupola.

  • Pannelli solari sottovuoto – si presentano come tubi di vetro, al cui interno viene tolta tutta l’aria possibile creando il vuoto, in modo che venga impedita la cessione del calore (effetto Thermos). All’interno viene posto un elemento assorbitore di calore, per lo più un tubo di rame, e vengono  denominati “tubi heat-pipe“. In alcune versioni a circolazione naturale all’interno del tubo può circolare direttamente l’acqua da riscaldare. Questo tipo di pannelli ha un ottimo rendimento in tutti i mesi dell’anno e sono adatti ad essere installati anche in condizioni climatiche molto rigide: quindi indicati nel nord Italia, così come al sud.
Schema Pannello Heat-Pipe Pannello Heat-Pipe
  • Pannelli solari vetrati – sono storicamente i primi apparsi sul mercato. Sono composti da un vetro trasparente alla luce del sole, ma opaco ai raggi infrarossi, che sono così trattenuti all’interno. I raggi del sole, che raggiungono la parte interna del pannello, lo scaldano e il calore viene trattenuto all’interno (effetto serra). La superficie di questi pannelli può essere, o meno, trattata con prodotti che ne migliorano il rendimento (ossia la capacità di “trattenere” i raggi). Può, inoltre, essere presente un serbatoio di accumulo integrato, oppure un accumulo separato, più indicato per le località particolarmente rigide.
Schema Pannello Solare a Vetro Pannello Solare a Vetro

Serbatoio, pompa, centralina elettronica e collegamenti idraulici e elettrici sono gli elementi che completano un impianto solare termico a bassa temperatura.

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MAPPA CONCETTUALE DELL’ARGOMENTO


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APPROFONDISCI CON I VIDEO
PANNELLO SOLARE COME FUNZIONA?
Durata: 1:21 Durata: 1:23
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Apr 232021
 
RIPRODUZIONE WWF
Dati
GRIGLIA BIG: dividi per 7 uno dei lati della figura
GRIGLIA SMALL: 1 quadro grande corrisponde a 7 quadretti del foglio
CONSEGNE:
Consegna 1 RIPRODUCI IL SOGGETTO ALL’INTERNO DEL FOGLIO
Digit ESEGUI LA CONSEGNA IN DIGITALE USANDO IL CAD
DIFFICOLTA’ e CLASSE:
Livello Classe
STRUMENTI NECESSARI:
FIGURA DI RIFERIMENTO DA STAMPARE:

DESCRIZIONE:

Usando un foglio a quadri dal quadernone, effettuiamo la sua squadratura secondo lo schema appreso (clicca sulla Tavola tutta a sinistra per la procedura).

Per effettuare la riproduzione del soggetto, dovremo ridisegnare sul foglio, la griglia stampata sul disegno, assegnando a ciascuna riga/colonna un numero di quadretti opportuno in modo che il disegno possa rientrare al suo interno.

Facciamo un esempio: immaginiamo di aver disegnato sopra il soggetto una griglia di 7 quadretti di larghezza e 9 quadretti di altezza. Ricordati che la distanza tra le righe deve essere identica a quella tra le colonne. Dobbiamo, poi, rapportare questa griglia con i quadretti del nostro foglio. Essendo la larghezza inferiore all’altezza, moltiplicando 7 quadretti della griglia sul disegno per 6 quadretti del foglio farebbe 42 quadretti sul foglio, che rientrano perfettamente al suo interno. Un numero inferiore, ossia …3, 4, 5… ci farebbe ottenere una riproduzione più piccola rispetto alle dimensioni del foglio, mentre un numero maggiore, ad esempio 7 o 8, sarebbe troppo grande per le dimensioni del foglio.

Disegna la griglia verticale

Disegna la griglia orizzontale

 

 

 

 

 

 

 

 

CONSEGNA:

Disegna una griglia regolare sul disegno

Riporta la griglia sul foglio

Riporta il disegno all’interno della griglia