prof. Davide Betto

laurea in Architettura conseguita presso la Facoltà di Architettura di Reggio Calabria; dottorato di ricerca conseguito presso la Facoltà di Napoli in Metodi di Valutazione. Si è abilitato all'insegnamento nella classe di concorso "A033 - Educazione Tecnica nella scuola media" nel 2004 e dal 2007 è diventato docente di ruolo. Insegna a Catania presso la scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri. Appassionato di informatica che, insegna nelle classi 2.0 e 3.0, webmaster per diletto e utilizzatore avanzato di programmi C.A.D., grafica e video produzione. Autore di questo blog e vincitore del premio internazionale come miglior sito dell'anno 2016 nell'area Carriera e Formazione. Autore per casa editrice Lattes Editori di Torino per la quale cura il blog iLTECHNOlogico.it e le pubblicazioni di tecnologia.

Mar 022012
 

Mi è arrivata notizia che Sky Italia ha reso disponibile oggi per Mac, PC, iPhone e Tablet iPad e Samsung l’applicazione Sky Go che consente di vedere i programmi di Sky anche in mobilità ovunque ci si trovi, l’importante che l’area sia coperta da rete 3G o Wi-Fi. L’applicazione funziona su iPad, iPad 2, Galaxy Tab 10.1 ed 8.9 di Samsung, PC e Mac, anche sugli smartphone di Apple (iPhone 3GS, 4 e 4S).

Ci sono comunque delle limitazioni. Infatti, alcuni contenuti non sono disponibili su connessione mobile 3G, ma solo su rete Wi-Fi. Il servizio è assolutamente gratuito per i clienti HD, basterà scaricare l’App dall’Apple Store o dal servizio reso disponibile sulle pagine di Sky Italia.

Inizialmente saranno resi disponibili 25 canali scelti tra i diversi segmenti sport, calcio, news, intrattenimento, serie tv e programmi per bambini. NatGeo, History, Disney Channel, Disney Junior, Fox, Sky Uno, SkyTG24, SkyTG24 Eventi, Sky Sport24, Sky Sport 1, Sky Sport 2, Sky Sport 3, Sky Sport Extra, Sky SuperCalcio, i 10 canali di Sky Calcio ed Eurosport.

L’attivazione è semplicissima, basta disporre delle proprie credenziali, accedere con il proprio abbonamento all’area “Fai Da Te” e, sarà poi sufficiente effettuare il login al sito skygo.it (per PC e Mac) o accedere all’applicazione, tramite tablet e iPhone.

Proverò quest’applicativo e vi farò sapere. Buon divertimento a tutti.

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Feb 292012
 

Google dal 1° marzo cambierà le regole della privacy modificando radicalmente il modo in ci tratterà le informazioni. Girando su internet ho trovato questa interessantissima guida che propongo a tutti di leggere e seguire per affrontare con maggiore consapevolezza quello che sta per accadere.

Leggete con attenzione e decidete cosa fare.

Leggi la guida al seguente link: Cosa fare prima che le modifiche sulla privacy di Google entrino in vigore dal 1° marzo.

Feb 272012
 

Poco tempo fa ho pubblicato su EducazioneTecnica.com un articolo su di una nuova tecnologia Waterblock, che consentiva di proteggere i nostri devices dai liquidi attraverso l’applicazione di una nano-pellicola sulla loro superficie. Oggi quello che fino a ieri sembrava impossibile oggi è proposto da diverse società: smartphone e dispositivi elettronici possono essere resi completamente impermeabili. Tra le soluzioni è stata presentata quella di Liquipel; si tratta di un nano-rivestimento applicato a livello molecolare. Questo ha uno spessore inferiore di 1000 volte a quello di un capello umano e una volta applicato dura per sempre. l prodotto è stato accolto con sorpresa ed ha avuto un successo enorme  ovunque sia stato dimostrato. Una infinità di aziende ha chiesto di provare ed utilizzare sui propri dispositivi questa tecnologia che sembra proprio essere l’uovo di colombo per impedire definitivamente che qualunque dispositivo elettronico venga a contatto con liquidi possa danneggiarsi irrimediabilmente. Anche gli spettatori che hanno visto in prova alla fiera a Barcellona e al CES di Las Vegas il mese scorso il prodotto vorrebbero averlo sul proprio dispositivo. Per ora l’unico modo è spedire il proprio dispositivo per il trattamento negli Stati Uniti, ma Liquipel sta crescendo molto rapidamente, ragion per cui presto sarà disponibile anche in altri paesi.

Nessuna delle grandi società interessate, tra cui Apple e Samsung rilasciano dichiarazioni in merito, ma che vi siano contatti è certo.

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Feb 272012
 

Grazie alla segnalazione di un alunno (cosa che mi rende molto felice perché manifesta l’interesse di questi ragazzi verso la disciplina), vengo a scoprire che in questi giorni la “email” compie 40 anni. Non è sempre stata come la conosciamo oggi, ma gli elementi base non sono cambiati. Qualcuno ha contato che nel 2010 ne sono state inviate qualcosa come 107 triliardi, un numero spaventoso ma con il quale abbiamo imparato a convivere. Quotidianamente inviamo messaggi dalla posta elettronica ricevendo, numerose mail da amici, parenti, collaboratori, ma anche indesiderate note come spam. In 40 anni molte cose sono cambiate, ma la semplicità d’uso ne ha reso capillare la diffusione. La chiocciolina è diventata un elemento della nostra quotidianità; oggi fa parte della collezione del museo di arte moderna di New York, il MoMA. Il suo uso, ormai, è diventato parte del nostro quotidiano come quello del telecomando, ma il fatto che non se ne discuta, non ne sminuisce il valore. Oggi si parla molto di più di Facebook o Twitter, senza però ricordare che è grazie all’email che questo sistema ha trovato la sua diffusione.

Il modo corretto di scriverla è email, senza trattino, definizione stabilita dalla Associated Press Stylebook. E’ stata inventata alla fine del 1971 dall’informatico Ray Tomlinson, l’email ha praticamente l’età di Internet ed è stata senza dubbio l’applicazione più popolare nei primi decenni della storia della rete. Molte volte è stata data per finita di fronte alle nuove tecnologie, ma data la sua disarmante semplicità sempre più utenti aprono email. Oggi se ne contano circa una e mezzo ogni utente della rete e la spiegazione di questo enorme successo è dovuta al fatto che il marketing l’ha adottata diventando lo strumento principale per mandarci offerte, proposte, richieste. Si calcola che perdiamo qualcosa come due ore e mezzo al giorno per visualizzare circa 150 email di cui la metà viene cestinata senza essere letta proprio in base all’oggetto o al mittente.

Comunque nel bene e nel male l’email è diventata parte della nostra vita, in alcuni casi strumento inseparabile della nostra attività quotidiana. Quindi, lunga vita all’email e tanti auguri a lei.

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Feb 222012
 

Voci sempre più insistenti danno per  quasi definitiva la versione di Office di per il tablet iPAD. Microsoft si è affrettata a smentire, ma la stessa è apparsa troppo soft, per cui le indiscrezioni e la possibilità che tale software sia in realizzazione rimangono al centro delle discussioni su internet. La notizia è stata data dal sito “The Daily” che, afferma di aver visto in funzione il prototipo di Office su iPad. Da indiscrezioni trapelate in passato, sembrerebbe che Microsoft starebbe da tempo lavorando al porting di Office per il tablet di Apple. I software che potrebbero essere resi disponibili sono: Word, Excel, PowerPoint e tutti questi permetterebbero la creazione sia di file on-line (on the cloud) sia di file off-line (in locale). Sembrerebbe, addirittura, che la App sia già stata inviata all’App Store di Apple per l’approvazione definitiva. Non sarebbero previste, al momento, versioni per Android o altri OS.
Durante la presentazione della suite Office per Mac, lo scorso anno, il management di Microsoft aveva già evidenziato l’interesse verso questo settore di mercato, facendo notare come fosse già disponibile una versione di Windows 7 e Vista in grado di riconoscere l’hardware su cui giravano e di adattarsi istantaneamente. Già con altri applicativi presenti sullo store si posso maneggiare files provenienti da Office, ma la realizzazione della suite specificatamente per il tablet Apple, lo consacrerebbe come strumento principe per il segmento professionale. Vedremo cosa ci riserverà Microsoft in futuro, visto che a breve uscirà il nuovo iPad 3 con caratteristiche hardware notevolmente migliorate.

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Feb 212012
 

Al Solid State Circuits Conference di San Francisco, Intel presenterà la nuova generazione di processori Atom. Il progetto, che prende il nome di RosePoint, prevede un’integrazione del trasmettitore wi-fi all’interno dello stesso processore. Con questa integrazione i vantaggi sarebbero molteplici; innanzitutto, Intel, eliminerebbe un chip dalle proprie schede madri, abbassando i costi e riducendo notevolmente i consumi. Inoltre, questo consentirebbe anche una notevole riduzione dei costi di produzione oltre che una riduzione in termini di dimensioni delle schede e quindi anche dei computer e del loro peso relativo.

Qualcomm, già produce per ARM processor non solo dotati di wi-fi ma anche di connessioni 3G e 4G. Intel vuole colmare questo gap e prevede di integrare in seguito anche le connessioni per reti cellulari. Ovviamente l’obiettivo è quello di produrre processori poco ingombranti, costosi e parchi nei consumi per equipaggiare non solo gli smartphone, ma anche i tablets del futuro.

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Feb 202012
 

Microsoft si avvicina al rilascio della nuova versione del proprio sistema operativo giunto alla versione 8. La casa di Redmond, pensa ad un suo totale rinnovamento e prima del rilascio, pubblica il logo che accompagnerà questa nuova versione del software. Si tratta di un ritorno alle origini, quattro vetri rettangolari in prospettiva, una semplificazione grafica che vuole rappresentare un grande cambiamento non solo dal punto di vista della funzionalità, ma anche del proprio simbolismo. Un ritorno al passato dunque; la precedente versione del logo con i quattro colori sembrava oramai più una bandiera sventolante che una vera e propria finestra. Il design grafico è stato affidato allo studio Pentagram, che lo ha concepito come collegamento con Metro, interfaccia grafica utilizzata da Redmond sui devices telefonici. L’intento è chiaro, semplificazione, connessione tra universi software e hardware diversi, unicità nelle procedure (ancora una volta Apple insegna).

Quindi anche nell’aspetto grafico, la semplificazione minimalista introdotta da Apple con il logo della mela non più arcobaleno ma grigia, è stata intrapresa da microsoft per rilanciare l’azienda e il nuovo corso dell’OS. Abbandono dei colori vivaci, troppo simili con quelli di Google da cui Microsoft ora si allontana maggiormente.

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Feb 182012
 

Articolo scritto da Leonardo Giannotta e da Andrea Indelicato, Roberto Sorbello e Mario Torrisi della classe seconda I.

Prefazione a cura del prof. Betto

Ancora una volta i vostri figli vi stupiranno con il loro contributo in queste pagine. Sono felice di aver inaugurato questo momento didattico in cui gli alunni si confrontano tra di loro, si cimentano con lo strumento informatico e si scontrano con il tempo tiranno. Infatti, nel poco tempo concesso, riescono a dare il meglio realizzando ricerche, che poi traducono in articoli, dai grandi contenuti e interesse. Questa volta ci hanno provato gli alunni di una seconda, quelli della sezione I, realizzando un progetto su una grande tipologia strutturale, l’Arco. Il tema era “i tipi di arco”, nel senso di dover ricercare e descrivere come in un catalogo, tutte le varianti formali che l’arco ha assunto in questi secoli. Il lavoro migliore, a mio parere, è risultato quello di Leonardo Giannotta che, ho voluto integrare con quello realizzato dai suoi compagni di classe Andrea Indelicato, Roberto Sorbello e Mario Torrisi, proprio per una completezza di informazione. Ne è venuto fuori un interessante compendio che traspira la passione e l’emozione che ognuno di loro ha trasposto in queste parole. Vi invito, quindi,  come sempre a un’attenta lettura. Buon divertimento.


L’arco è “l’elemento architettonico per eccellenza” che, nel corso dei secoli, ha subito molteplici miglioramenti, sia dal punto di vista estetico che statico, raggiungendo la sua massima capacità espressiva nel periodo romano. Nel corso del tempo, la tecnica costruttiva si è affinata prima con gli egizi, poi con i babilonesi e i greci, che usavano generalmente gli archi nelle costruzioni civili. Con gli assiri l’arco è stato sviluppato tridimensionalmente nel primo esempio di palazzi con soffitti a volta e con gli etruschi, nell’uso ripetuto per la realizzazione di ponti e acquedotti. Ma il vero e proprio splendore fu raggiunto grazie ai romani, che lo utilizzarono per le costruzioni civili, per ragioni simbolico/celebrative e come punti di riferimento posti all’incrocio di più strade.

Arco: nomenclatura

Le parti che caratterizzano la struttura ad arco sono:

  • Chiave d’arco (o di volta): il cuneo centrale alla sommità dell’arco;
  • Cuneo o concio: ciascuna pietra dell’arco, tagliata a forma trapezoidale;
  • Estradosso: la superficie esteriore dell’arco (di solito nascosta);
  • Linea di estradosso: la linea che delimita l’archivolto superiormente (a differenza della linea d’intradosso può anche non essere curva, per es. poligonale, a gradoni, sfaccettata, ecc..);
  • Piedritto o spalla: è il sostegno generico sul quale si appoggia un arco (può essere anche una colonna, un pilastro…);
  • Intradosso: la superficie inferiore dell’arco;
  • Linea di intradosso: la linea curva che delimita l’archivolto inferiormente;
  • Freccia (o saetta, o monta): è la distanza massima verticale tra la sommità dell’intradosso e la linea d’imposta dell’arco;
  • Luce (o corda): è la distanza tra i due piedritti;
  • Rinfianco: struttura muraria che circonda l’arco e ne sostiene le spinte laterali;
  • Linea o piano d’imposta: la retta che passa dove inizia l’arco e finiscono i piedritti; è una linea sempre orizzontale, per cui nel caso di arco asimmetrico (con piedritti di diversa altezza) esistono due diverse linee d’imposta;
  • Archivolto (o fronte): la faccia dell’arco; può essere formata da una o più ghiere;
  • Spessore: la distanza tra le linee di intradosso ed estradosso;
  • Larghezza: la profondità dell’intradosso del dosso spirituale.
TIPI DI ARCO
I primi tipi di arco si svilupparono in Mesopotamia ed erano principalmente due elementi appoggiati l’uno contro l’altro. Con il tempo questa forma è stata sempre più rimaneggiata finendo per rappresentare, anche simbolicamente, un determinato stile architettonico o una determinata società. Vediamone insieme alcuni esempi:
ARCO A TUTTO SESTO

Questo è un tipo di arco contraddistinto da una volta a semicerchio. È detto anche arco a pieno centro ed è la tipologia più semplice di arco; prevede che il centro verso il quale convergono i giunti si trovi sulla linea d’imposta, cioè su quella linea che unisce i punti dove finiscono i piedritti e inizia l’arco.

ARCO INFLESSO

Questo è un’arco in cui la curva s’inflette verso l’alto formando una punta.

ARCO RAMPANTE O ASIMMETRICO

Quest’arco nella sua struttura ha una  strana caratteristica: i due piedritti sono di altezze diverse.

ARCO CATENARIO

Questo tipo di arco prende il nome dalla sua forma curva assomigliante a una catena.

ARCO A SESTO ACUTO O OGIVALE

L’arco a sesto acuto è un arco bicentrico che contempla arcate appartenenti a circonferenze con raggio maggiore o uguale alla base dell’arco stesso. L’uso di archi a sesto acuto è tipico dell’architettura gotica e permette rispetto all’arco a tutto sesto, di avere un’apertura più alta e slanciata. Grazie all’uso dell’arco a sesto acuto e delle volte a crociera le fisionomie degli edifici divennero proiettate tutte verso l’alto, in particolare nelle famose cattedrali di quel periodo.

ARCO TUDOR

Esso un arco basso e ampio ed ha una forma leggermente ellittica.

ARCO RIALZATO O A FERRO DI CAVALLO

Viene definito cosi perché il centro verso il quale tendono i giunti si trova al di sopra della linea d’imposta. È un tipo di arco che dà un effetto ancora più scenografico degli altri tipi, ma è anche il più debole staticamente, perché i reni o fianchi si trovano più o meno all’altezza del diametro del cerchio, il quale sporge oltre i piedritti e non è da questi sostenuto.

ARCO ELLITTICO (RIBASSATO O RIALZATO)

E’ una arco nel quale la linea d’intradosso disegna un’ellissi.

ARCO TRILOBATO

E’ un arco ispirato dalle foglie trilobate di alcune piante. E’ formato da tre archetti minori, proprio dello stile architettonico orientale.

Feb 172012
 

Apple invia agli sviluppatori e mette in rete la versione “preview” del nuovo sistema operativo per hardware MAC. La prima grande novità sta nel nome: infatti, per la prima volta scompare il termine “Mac” perché MOUNTAIN LION (Leone di Montagna – Apple da quando ha introdotto OSX ha chiamato le versioni beta del sistema operativo con il nome di un felino) si chiamerà solo OSX. Non è solo un cambiamento di denominazione, ma di strategia a tutto tondo; OSX si avvicina incredibilmente a iOS per sistemi iPhone e iPAD. Apple punta all’integrazione nell’uso dei propri dispositivi, rendendo l’esperienza all’interno del proprio universo, unica e omogenea. Chi usa un iPhone non avrà alcun problema ad usare un Mac e viceversa perché troverà tutto dove è abituato a trovarlo e lo userà com’è abituato a farlo senza dover apprendere nulla. Anche le applicazioni su OSX cambieranno nome per uniformarsi a quelle dell’iPhone. Data prevista di uscita di Mountain Lion  presumibilmente quest’estate.

Apple ha rilasciato oggi, per tutti, “iMESSAGGES” una versione rinnovata della applicazione per messaggistica iChat già integrata in Lion. iMessagges sostituirà integralmente iChat e aggiungerà molte nuove funzionalità incluse sull’iPhone. iMessagges si può già scaricare da questa pagina: iMESSAGGES.

Apple Mountain Lion includerà tante nuove caratteristiche, come detto ispirate all’iPhone e soprattutto all’iPad. Vediamone alcune in anteprima:

Cloud
Il concetto iCloud già sviluppato sull’iPhone si estende anche ai documenti a alle applicazioni sul Mac. Quando gli utenti creano e modificano documenti con le applicazioni abilitate iCloud, le modifiche vengono automaticamente sincronizzate su tutti i loro dispositivi. Questo consentirà di accedere alla versione più recente del documento attraverso la vostra applicazione su qualsiasi Mac, iPhone, iPad o iPod touch.

Centro di Notifica

Tutto su Mountain Lion fornirà avvisi e notifiche. Come sull’iPhone, quando una versione aggiornata di una App è presente su iTunes o quando una nuova mail è stata ricevuta, il sistema operativo, fornirà una serie di strumenti con i quali avviserà l’utente di un evento. Le nuove API forniranno agli sviluppatori gli strumenti per inserire all’interno delle proprie applicazioni richiami al Centro Notifiche dell’OSX. Così le App di terze parti, insieme a Mail, iCal, iChat, Promemoria e aggiornamenti di sistema, ci avviseranno delle novità.

Game Center

Collega agli utenti di Mac e altri giocatori iOS in tutto il mondo e portano l’emozione del gioco multiplayer a turni e per le tue applicazioni Mac. Le Game Kit API autenticano gli account dei giocatori, accedono alle informazioni di amici, reportano e visualizzano decine di risultati, sbloccano, forniscono funzionalità multiplayer e gestiscono le chat vocali tra giocatori

Twitter

Consente agli utenti di condividere facilmente link, foto e ubicazione tramite Twitter, dall’interno dell’applicazione. Gli utenti possono aggiungere commenti al contenuto e ricevere avvisi quando vengono citati in un tweet.

Share Sheets (Fogli condivisi)

Share Sheets consente agli utenti di condividere link, foto e video direttamente dalle app. I contenuti possono essere condivisi attraverso Twitter, Flickr, Vimeo, Messaggi, Mail, Airdrop.

Riuscirà Apple come al solito a stupirci rendendo alcune operazioni che ripetiamo infinite volte sui nostri computer semplici e immediate come ha sempre fatto con tutto ciò che ha proposto? Riuscirà a stupire il mondo ora che il suo guru Steve Jobs non c’è più? I requisiti pare ci siano tutti…non ci resta che aspettare e

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http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=vOornrqOSPw

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Feb 172012
 

Jelly Bean, il nome in codice scelto da MountainView (Google) per la quinta incarnazione del sistema operativo Android. La versione 4 non sembra essere piaciuta molto ai partner per cui la società si sta affrettando a preparare la nuova incarnazione del proprio OS al fine di riparare ai gap e rispondere alle esigenze che i molti partner richiedono. La nuova versione del sistema operativo dovrebbe essere rilasciata nel terzo trimestre del 2012, in contemporanea con l’arrivo di Windows 8. I ritardi e la non adozione da parte dei partner dipendono essenzialmente dalla grande differenziazione di configurazione richieste, visti i molteplici hardware sui quali il sistema va installato. infatti, a differenza di Apple che usa un hardware proprietario e aggiorna il sistema solo per quello, Google deve confrontarsi con una miriade di dispositivi molto diversi tra loro per caratteristiche e funzioni. Google vorrebbe consentire la possibilità di un dual boot, cioè i partner potranno scegliere di equipaggiare i loro tablets solo con Android 5.0 oppure con Android 5.0 e Windows 8. Consentendo così, di cambiare sistema operativo senza dover spegnere il tablet. In questo modo, Google, spera di riuscire ad entrare nel mercato dei netbook e dei notebook, sebbene la strada sembri tutta in salita.

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Feb 152012
 
FOTOVOLTAICO
Indice Argomenti
1 FOTOVOLTAICO
2 L’IMPIANTO FOTOVOLTAICO
3 GLI ELEMENTI DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO
4 FOTOVOLTAICO AD ACCUMULO (coming soon)
Mappa MAPPA CONCETTUALE DELL’ARGOMENTO
Video APPROFONDISCI CON I VIDEO
Lezioni precedenti sull’Energia Solare
#1 SOLARE A CONCENTRAZIONE
Prossime Lezioni sull’Energia Solare
#3 SOLARE TERMICO

L’energia che sprigiona il Sole può essere utilizzata anche attraverso metodi diversi dalle centrali a concentrazione e per finalità diverse dalla produzione di energia elettrica. Diversi sistemi sono in studio e alcuni ormai sono giunti a maturazione e trovano impiego nelle nostre case e città. Tra queste tecnologie, possiamo citare i pannelli solari per la produzione di calore a bassa temperatura e gli impianti fotovoltaici che trasformano direttamente l’Energia Radiante del Sole in energia elettrica.

FOTOVOLTAICO

Il sistema fotovoltaico è un insieme di componenti meccanici, elettrici ed elettronici che permettono di captare l’Energia Solare e di trasformarla in Energia Elettrica. Questo avviene sfruttando un fenomeno fisico, noto come effetto fotovoltaico, cioè la capacità di alcuni materiali semiconduttori (normalmente silicio) di generare elettricità quando esposti alla Radiazione Luminosa.

Quale forma di ENERGIA sfruttiamo in un impianto fotovoltaico?

Quando i fotoni (unità elementare, priva di carica elettrica e di massa, che si propaga esattamente alla velocità della luce) colpiscono una cella fotovoltaica, una parte di energia è assorbita dal materiale (silicio drogato) e alcuni elettroni, scalzati dalla loro posizione, scorrono attraverso il materiale producendo una corrente continua che può essere raccolta sulle superfici della cella.

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L’IMPIANTO FOTOVOLTAICO

Gli impianti fotovoltaici possono essere suddivisi in due categorie: quelli connessi alla rete elettrica (grid-connected) e quelli isolati (stand-alone). Nei primi, la corrente generata viene inviata ad un convertitore (inverter) dal quale esce sotto forma di corrente alternata, tale da poter essere poi trasformata in corrente a media tensione dal trasformatore, prima di essere immessa nella linea di distribuzione. I secondi invece sono in genere dotati di accumulo e possono essere senza o con inverter. Il sistema di immagazzinamento è necessario per garantire la continuità dell’erogazione anche nei momenti in cui non viene prodotta. Questo avviene mediante accumulatori elettrochimici (batterie).

Schema di Impianto Fotovoltaico

Nel sistema grid-connected non è previsto un sistema di accumulo in quanto l’energia prodotta durante le ore di insolazione viene immessa nella rete elettrica; viceversa, durante le ore di insolazione scarsa o nulla il carico viene alimentato dalla rete.

Il fotovoltaico può essere usato anche per realizzare delle centrali per la produzione di energia elettrica. In questo caso, bisognerà collegare in serie o in parallelo, più celle fotovoltaiche tra di loro.

Campo fotovoltaico

Sapendo che ogni cella produce circa 1,5W di potenza elettrica, basterà conoscere il consumo dell’area da servire per stabilire quante celle dovranno essere collegate tra loro per fornire l’energia necessaria. Per stabilire queste connessioni e renderle fattibili, le celle vengono combinate tra di loro in strutture regolari sempre più grandi che prendono i seguenti nomi (vedi schema sopra):

  • modulo;
  • pannello;
  • stringa;
  • campo.

MODULO – i più comuni sono costituiti da 36 o 72 celle. Queste sono assemblate fra uno strato superiore di vetro e uno strato inferiore di materiale plastico (il tedlar) e racchiuse da una cornice di alluminio. Nella parte posteriore del modulo è collocata una scatola di giunzione in cui vengono alloggiati i diodi e i contatti elettrici. Il modulo fotovoltaico ha una dimensione di circa mezzo metro quadro e le taglie normalmente in commercio vanno da 100 a 300 Watt di potenza.

Struttura di un pannello fotovoltaico

PANNELLO – è un insieme di più moduli collegati in serie o in parallelo su una struttura rigida.

STRINGA – per fornire la tensione richiesta, più moduli o più pannelli, possono essere collegati elettricamente in serie costituendo una stringa.

CAMPO – è un collegamento elettrico di più stringhe. Nella fase di progettazione devono essere effettuate alcune scelte determinanti. Innanzitutto bisogna scegliere tra una configurazione in serie o una in parallelo dei moduli.

Collegamento in Serie Collegamento in Parallelo

La distanza minima fra le file di pannelli non può essere casuale ma deve essere fatta in modo da evitare che l’ombra della fila anteriore possa coprire quella immediatamente posteriore. È quindi necessario calcolare la distanza minima tra le file in funzione dell’altezza dei pannelli, della latitudine del luogo e dell’angolo di inclinazione dei pannelli.

Pannello fotovoltaico Stringa fotovoltaica Campo fotovoltaico

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GLI ELEMENTI DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO

Un impianto fotovoltaico è costituito dai seguenti elementi:

  1. celle fotovoltaiche;
  2. inverter;
  3. contatore energia prodotta (GSE);
  4. contatore energia scambiata (bidirezionale).

CELLA FOTOVOLTAICA – è un diodo (componente elettronico che consente il passaggio della corrente in una direzione e ne impedisce il passaggio in quella opposta) di grande superficie che, esposto ai raggi del sole, converte la Radiazione Solare in elettricità. La cella si comporta come una minuscola batteria e produce una corrente di 3 Ampere con una tensione di 0,5 Volt, quindi una potenza che sfiora 1,5 Watt.

Schema di funzionamento di una cella di silicio

Sono di colore blu scuro a causa dell’ossido di titanio presente nel rivestimento antiriflettente, fondamentale per massimizzare la captazione dell’irraggiamento solare. La loro forma è quasi sempre quadrata o circolare e le misure variano dai 10cm x 10cm ai 15cm x 15cm. Sono costituite principalmente da silicio,  arsenuro di gallio e telloluro di cadmio, tutti semimetalli. Il flusso di elettroni è orientato, ossia fluisce in una determinata direzione, all’interno della cella; su questa sono sovrapposti altri due strati di silicio (tipo n e tipo p), trattati ognuno con un particolare elemento chimico (operazione detta di drogaggio), fosforo e boro. Di tutta l’energia che investe la cella solare sotto forma di radiazione luminosa, solo una parte viene convertita in energia elettrica. L’efficienza di conversione delle celle commerciali al silicio è compresa tra il 10% e il 20%.

Cella fotovoltaica Celle ultrasottili

INVERTER –  i pannelli fotovoltaici generano corrente di tipo continuo. Il sistema di distribuzione dell’energia nazionale avviene, invece, in corrente alternata. Per questo motivo, viene installato un dispositivo elettronico chiamato inverter, capace di trasformare l’energia elettrica da continua ad alternata. A questo punto, per rendere la corrente prodotta da una centrale fotovoltaica idonea alle utenze da servire, bisogna installare una serie di dispositivi che prendono il nome di B.O.S. (Balance of System) che comprendono, oltre all’inverter, il trasformatore, i quadri elettrici e i sistemi ausiliari di centrale.

CONTATORE ENERGIA PRODOTTA (GSE) – serve a misurare l’energia prodotta giornalmente dall’impianto. Questo dispositivo è essenziale per capire quanto si sta guadagnando dalla produzione di energia del proprio impianto fotovoltaico. I  dati di questo contatore vengono periodicamente trasmessi al Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) il quale li elabora e calcola l’incentivo totale sull’energia prodotta.

CONTATORE ENERGIA SCAMBIATA (bidirezionale) – questo strumento elettronico, serve nel momento in cui il nostro impianto fotovoltaico produce più energia di quanto l’utenza ne possa consumare. Allora serve un secondo contatore che consenta il passaggio di un flusso di energia elettrica dall’impianto fotovoltaico verso la rete pubblica (flusso uscente). Tale contatore garantisce, inoltre, il flusso di corrente in senso opposto (flusso entrante) nei momenti in cui l’impianto fotovoltaico non è in grado di sopperire alle esigenze dei carichi elettrici (ad esempio nelle ore notturne o in assenza di Sole).

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MAPPA CONCETTUALE DELL’ARGOMENTO

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APPROFONDISCI CON I VIDEO
PANNELLO FOTOVOLTAICO COME FUNZIONA?
Durata: 4:53 Durata: 5:06
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Feb 122012
 

Anche SONY sta pensando di creare un proprio ecosistema come Android e Apple, per supportare i propri dispositivi e non restare dipendente da Android sui propri cellulari. Sony ha da poco acquisito la quota di Ericsson con la quale condivideva la sezione cellulari e sta vagliando l’opportunità di fare il porting, verso tablet e cellulari, del sistema operativo VitaOS che gira sull’ultima versione della propria console Playstation Vita. In questo contesto in futuro potremmo vedere cellulari e tablet Sony caratterizzati dal sistema operativo VitaOS, integrati all’interno dell’ecosistema Playstation dell’azienda giapponese.

Ogni produttore nel settore degli smartphone sta tentando di costruire il proprio ecosistema appoggiandosi su quello che è il prodotto di punta, in questo caso la piattaforma Playstation. Sony, inoltre, sta cercando di sganciarsi dal partner Google che, dopo l’acquisizione di Motorola ha di fatto modificato gli assetti del mercato. In un’intervista il nuovo amministratore delegato di Sony, Kazuo Hirai, ha confermato la possibile espansione dell’OS proprio in virtù del fatto che è stato progettato tenendo conto di questa possibilità e che Sony si porrà come obiettivo, quello di sviluppare al meglio la Playstation Suite, in modo da consentire con facilità e rapidità il porting dei giochi della PS su piattaforme Windows e Android.

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Feb 122012
 

Pare che Apple e TomTom possano siglare un accordo per mappe, cartografia e applicazioni per la tecnologia GPS. Anzi, forse Apple sta valutando l’acquisizione del colosso delle Mappe. Le previsioni per la nuova partnership tra la Mela e TomTom sono formulate dall’analista Hans Slob. Slob, analizzando la situazione di TomTom e quella di Apple, si spinge verso una valutazione di questo tipo. Accordo o acquisizione, sono due opzioni estremamente valide per ambo le parti. TomTom nonostante il notevole processo di diversificazione delle sue attività non è ancora riuscita a recuperare il business perso con il calo drastico delle vendite dei dispositivi GPS provocato dagli smartphone. Apple completerebbe un tassello importante della sua strategia di marketing acquisendo, esperienza e competenze uniche super specializzate nel campo GPS, mappe e cartografia. Apple, infatti, sa bene che i servizi geo-localizzati, oltre alla navigazione GPS, sono uno dei settori a più alta crescita per i dispositivi mobile. Con un accordo o con una acquisizione, Cupertino si sgancerebbe dalla dipendenza di Google per i servizi di Mappe e indicazioni stradali, espandendo ulteriormente le proprie funzioni.

La sola diffusione del report di Slob ha fatto lievitare l’ottimismo e anche le quotazioni del titolo TomTom in borsa. Nel giro di poche ore le azioni hanno guadagnato quasi il 10% riportando la quotazione al massimo toccato mesi fa.

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