prof. Davide Betto

laurea in Architettura conseguita presso la Facoltà di Architettura di Reggio Calabria; dottorato di ricerca conseguito presso la Facoltà di Napoli in Metodi di Valutazione. Si è abilitato all'insegnamento nella classe di concorso "A033 - Educazione Tecnica nella scuola media" nel 2004 e dal 2007 è diventato docente di ruolo. Insegna a Catania presso la scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri. Appassionato di informatica che, insegna nelle classi 2.0 e 3.0, webmaster per diletto e utilizzatore avanzato di programmi C.A.D., grafica e video produzione. Autore di questo blog e vincitore del premio internazionale come miglior sito dell'anno 2016 nell'area Carriera e Formazione. Autore per casa editrice Lattes Editori di Torino per la quale cura il blog iLTECHNOlogico.it e le pubblicazioni di tecnologia.

Nov 102012
 

E’ di appena qualche mese il lancio da parte di Apple del superdisplay retina utilizzato su iPhone e iPAD che dalla società giapponese Japan Display è arrivato l’annuncio di un nuovo super display con risoluzione doppia rispetto a quella del retina dell’iPAD. La società ha prodotto uno schermo da 2,3 pollici con la pazzesca risoluzione di 651 ppi usando la tecnologia LTPS.

 [ LTPS – Acronimo di Low Temperature PoliSilicon Tipo di schermo LCD per computer ultrasottili, fotocamere digitali, PDA e telefoni cellulari ]

Non è dato sapere se questo super schermo sarà mai realizzato. Il produttore, ha per ora voluto dimostrare soltanto che è possibile raggiungere tali risultati e livelli di qualità. I campi di utilizzo potrebbero essere tanti, anche se oggi, costi e produzione potrebbero essere non proprio economici. Vedremo verso quale direzione si muoverà l’industria in questo campo.

Nov 102012
 

Che la creatività non manchi hai giovani è risaputo; perché hanno un’insita curiosità che li porta a sperimentare e curiosare e proprio sulla base di questa considerazione che apro l’articolo di oggi. Infatti, uno studente inglese dal nome non proprio semplice, Florian Kraeutli, ha realizzato nel suo studio sulle interfacce utente, un ingegnoso sistema, denominato Vibrative Virtual Keyboard, che trasforma un qualunque pezzo di carta in una tastiera virtuale per iPhone sfruttando l’accelerometro interno dello smartphone.

Sfruttando uno dei componenti interni del telefonino, Florian ha scritto un software in grado di rilevare le vibrazioni associate a ogni tasto virtuale, che può anche essere disegnato su un foglio di carta. Il software usa una tecnica di autoapprendimento, cioè bisogna prima fargli apprendere la posizione dei tasti, un po’ come la calibrazione di una Lavagna Multimediale, a quel punto basterà lasciare il cellulare fermo nella stessa posizione e scrivere sulla tastiera virtuale come se si usasse una tastiera vera. Il limite sta nel fatto che il riconoscimento è preciso per circa l’80%, ma potrebbe essere migliorato se all’interno del telefonino fosse inserito un accelerometro più sensibile di quello attuale.

Che Apple non decida di sfruttare questa ingegnosa ulteriore innovazione all’interno del suo melafonino?

[vimeo http://vimeo.com/49780741]
Nov 062012
 

La rete mobile italiana fa finalmente un grosso passo in avanti. 3 Italia ha lanciato da Acuto, un paesino in provincia di Frosinone, i primi servizi di Internet in banda larga mobile con tecnologia LTE (velocità fino a 100 Mbps in download e 50 Mbps in upload).

Il lancio è avvenuto in grande stile con la presenza tra gli altri del ministro Passera, del sindaco di Acuto e dell’astronauta italiano Umberto Guidoni oltre, ovviamente, all’amministratore delegato di 3 Italia Vincenzo Novari. Qui, è stato presentato il nuovo servizio all’avanguardia di 3 Italia che partirà nel mese di dicembre dalla capitale e da Milano. 3 ha dimostrato le caratteristiche di questo nuovo servizio e i devices che lo utilizzeranno a partire dal prossimo dicembre, effettuando una videochoamata intercontinentale ad alta definizione LTE con la sede dell’azionista di maggioranza di 3 Hutchison Whampoa a Hong Kong. Il progetto è stato sviluppato nel biennio 2011-2012 al costo di circa un miliardo di euro ed è stato realizzato in collaborazione con la Ericsson. Confrontando questa nuova rete con la precedente si è ottenuto un miglioramento prestazionale di circa 10 volte rispetto alla tradizionale rete 3G.

La cosa più interessante è che 3 Italia, ha distribuito gratuitamente a studenti e insegnanti delle scuole secondarie di primo e secondo grado del paese 95 tablet Samsung Galaxy Tab 8.9 LTE per il loro utilizzo come sussidi didattici. Questi sono dotati di tutti i libri di testo in formato digitale, e svariate applicazioni tra cui antivirus e dizionari digitali.

Non ci resta che sperare che anche la nostra città sia presto aggiornata alla nuova rete 4GLTE in modo da poter usufruire dei vantaggi intrinseci a questa nuova tecnologia.

Nov 052012
 

Se parliamo di immagini, tutti sanno di cosa si tratta e come si possono usare su diversi programmi quali ad esempio Word di Microsoft ossia il programma di video scrittura più utilizzato e diffuso. Però quanti di voi sanno cosa stanno facendo realmente mentre inseriscono un’immagine e se quell’operazione automatica che stanno eseguendo è corretta? Vediamo, quindi, di mettere in luce pregi e difetti di quello che realizziamo sui nostri elaborati digitali.

Scopriamo come inserire le immagini. Prima però, conviene comprendere qualcosa in merito alle immagini. Entrare nell’universo grafico-digitale per evidenziare alcuni aspetti sui formati, sulle dimensioni e sui pixel. A quel punto sapremo come utilizzarle al meglio sui nostri elaborati.

I FORMATI, questi sconosciuti

Quante volte utilizzando le immagini, copiandole da Google Image o dal PC di un amico, ci siamo accorti che oltre al nome del file, compare come suffisso formato da un punto seguito da tre caratteri alfanumerici? Cosa vogliono dire quei caratteri? Si tratta dell’estensione del file (extension in inglese significa appunto suffisso), ossia un codice attraverso il quale il sistema operativo del computer, riconosce la tipologia del file e ne interpreta il contenuto (testo, immagine,video, suono,ecc.) e stabilisce con precisione quale applicativo utilizzare per aprirlo. Nei moderni sistemi operativi, al suffisso si è aggiunta anche l’icona che identifica il programma che ha creato il file o che è in grado di aprirlo. Vi è mai capitato di cambiare l’estensione ad un file? Anche la sua icona cambierà di conseguenza, perché il sistema operativo verrà ingannato, riconoscerà quel file per qualcosa di diverso e gli assegnerà un programma per aprirlo. L’unico problema è che il nuovo programma, ovviamente, non riuscirà ad aprire il file informandoci, nel migliore dei casi, che il file è danneggiato.

Tantissimi sono i formati grafici esistenti, a causa delle rivalità tra sviluppatori software. Ognuno ha cercato di imporre il proprio standard e le proprie soluzioni, con il risultato di un proliferare di formati. Con l’avvento dell’open-source, e con l’affermarsi di alcuni software rispetto ad altri, alcuni formati sono diventati universali (cioè gestiti da tutti i software) proprio per la loro reale qualità rispetto ad altri o semplicemente perché figli di un software egemone a livello mondiale. Non voglio fare qui una disamina di tutti i formati grafici esistenti, ma solo mettere in evidenza quelli più importanti e più diffusi (gestiti tra l’altro anche da Word). Tra i formati maggiormente utilizzati troviamo:

JPEG (Joint Photographic Experts Group) è un formato nato da un consorzio open-source e si tratta di un algoritmo in grado di comprimere le immagini digitali, sia a toni di grigio che a colori, con perdita di qualità. Si basa sul fatto che l’occhio umano percepisce maggiormente le basse frequenze rispetto alle alte, quindi opera con l’eliminazione delle informazioni a partire dall’alto. Maggiore sarà il fattore di compressione maggiori saranno le informazioni eliminate con deperimento dell’immagine.


TIFF(Tagged Image File Format) è un formato che consente di memorizzare un gran quantità di dati oltre all’immagine stessa. Questo vantaggio è anche uno svantaggio dato che non esiste un interprete perfetto dell’immagine. Questo significa che la stessa immagine può essere visualizzata con colori diversi a seconda dell’interprete scelto. E’ un formato fortemente  diffuso in ambito grafico e di desktop publishing e sono possibili anche diversi formati di compressione, come LZW e lo ZIP sono di tipo lossless, ossia senza perdita di dati e JPEG di tipo lossy, ossia con perdita di dati.


GIF (Graphics Interchange Format) è un formato per immagini digitali di tipo bitmap molto utilizzato su internet. Con questo formato, sono memorizzabili solo 256 colori, ma questo limite è superato dal fatto che è possibile creare immagini animate. Il formato che consente la registrazione di più immagini diverse in un unico file per la creazione di piccole animazioni è possibile grazie al formato GIF89a.


BMP (Windows Bitmap) è un formato dati utilizzato per la rappresentazione di immagini raster sui sistemi operativi Microsoft Windows con i quali fu introdotto nel 1990. Uno dei motivi per la grande diffusione di questo formato è l’estrema velocità con cui le immagini vengono lette e scritte su disco. La rappresentazione dei dati, infatti, è identica a quella dei dati su disco, per cui il processore non le deve interpretare e codificare, ma solo leggere o scrivere. Una grave limitazione di questo formato, invece, è la mancanza di supporto alle trasparenze.


PNG (Portable Network Graphics) è un formato sviluppato in seguito all’introduzione del pagamento di una royalty all’usatissimo formato GIF. Quindi il PNG è un’alternativa (libera) al GIF. E’ capace di immagazzinare immagini in modo lossless ed è più efficiente con immagini non fotorealistiche. Essendo stato sviluppato molto tempo dopo, non ha molte delle limitazioni del GIF: può memorizzare immagini in colori reali e ha un canale dedicato per la trasparenza, il cosiddetto canale alfa.


PSD (PhotoShop Document) è un formato di file nativo del programma di fotoritocco Adobe Photoshop e serve per il salvataggio di immagini con le differenti caratteristiche gestite dal programma. In questo formato è possibile conservare informazioni di ogni tipo, tra cui i livelli, le maschere, gli spazi colore, i profili ICC, il canale alfa, il testo e molto molto altro. I vantaggi sono evidenti; rappresenta il punto di partenza per gli operatori della grafica, lo svantaggio deriva dal fatto che tutte queste informazioni richiedono spazio per cui le dimensioni dei files sono enormi, rendendo difficile lo scambio di files in questo formato.

LE DIMENSIONI CONTANO

Un altro importantissimo aspetto delle immagini, sono le sue dimensioni. Le immagini che visualizziamo sul monitor o stampiamo sulla carta, non si misurano in centimetri o pollici, bensì in pixel (acronimo di picture element). Sul, monitor, ogni immagine deve essere interpretata dal processore per cui essa è scomposta in un numero molto alto di righe e colonne che si incontrano a tra loro in punti precisi sullo schermo, chiamati appunto pixel, definiti dalla loro posizione XY, dal colore e dall’intensità. In questo modo il processore riesce a visualizzare correttamente l’immagine a video.

Quindi il pixel è la più piccola parte in cui può essere scomposta l’immagine. Tantissimi pixel l’uno vicino all’altro compongono l’immagine completa. I pixel, generalmente, sono così vicini tra di loro da non essere distinguibili ad occhi nudo ne sul monitor ne in stampa.

Ne consegue che maggiore è il numero di pixel di cui è composta l’immagine, maggiore sarà il dettaglio e la nitidezza con cui questa viene rappresentata. Il concetto di pixel è applicato uniformemente a tutti i tipi di immagine digitale benché in alcuni casi prenda nomi leggermente differenti come quando parliamo di immagini prodotte da un dispositivo fotografico digitale; li infatti si parla di mega-pixel, ossia milioni di pixel. Quando, invece, ci riferiamo all’immagine sul monitor questa misura è espressa come un prodotto. Infatti definiamo la risoluzione di un monitor come ad esempio 768*1024 indicando in questo prodotto il numero di pixel in altezza per quelli in larghezza. Bisogna, comunque, ricordarsi che la misura del pixel sullo schermo è relativa, in quanto l’utente può modificarla a piacimento dal pannello di controllo. Cambiando la risoluzione si modifica anche quella dell’immagine che risulterà a questo punto deformata o sfuocata (per rendersi conto basta scegliere un’immagine come sfondo scrivania e provare tra le scelte che il sistema operativo fornisce per la sua visualizzazione).

Compresi questi pochi ma fondamentali concetti, vediamo come inserire correttamente le immagini su WORD.

PASSO 1 – SCELTA DELL’IMMAGINE

Innanzitutto dobbiamo scegliere l’immagine da utilizzare. Questa dovrà rappresentare il più possibile quello che stiamo descrivendo, quindi la scelta andrà fatta con attenzione. La fonte potrebbe essere una nostra foto in formato digitale o un’immagine presa su internet. Se scegliamo di cercare la nostra immagine su internet, possiamo utilizzare motori di ricerca specifici che ci aiutano a trovare ciò che ci serve. Ma vi siete chiesti come i motori di ricerca trovano immagini che corrispondono alle nostre esigenze? Lo fanno tramite i TAG (etichette); in pratica i siti che consentono di salvare immagini tipo Flickr o Google Image, nel momento in cui ne aggiungete una, vi chiedono di associare dei tag, ossia delle parole chiave legate a ciò che l’immagine rappresenta. Per cui se cerchiamo ad esempio il Burj Khalifa di Dubai, basterà digitare le parole buri e khalifa (non vi è differenza tra maiuscolo e minuscolo) per trovare immagini rappresentanti l’edificio. Ma mettiamo il caso di non ricordare il nome, grazie ai tags potremo trovare lo stesso le immagini cercate. Inseriamo ad esempio le parole grattacielo, records, Dubai e diamo invio. La ricerca sarà leggermente diversa, ma avremo comunque trovato il Burj Khalifa.


Tag: burj khalifa

Tag: grattacielo record Dubai

 

 

 

 

 

 


Adesso, quale immagine scegliere? Google ci da una mano ammesso che noi siamo in grado di leggere le informazioni aggiuntive che ci fornisce. Infatti, se passiamo il cursore del mouse sopra l’immagine, questa si ingrandisce e ci mostra altre informazioni.

Clicca per ingrandire

Clicchiamo su “Simili“, la ricerca precedente verrà affinata selezionando solo immagini in qualche modo simili a quella che avete scelto come mostrato nell’immagine sotto.

Filtro ricerca: Simile

Altro piccolo accorgimento da adottare nella scelta delle immagini, è la dimensione. Google Image ci aiuta a filtrare anche questo aspetto in modo da ottenere come risultato finale solo immagini che corrispondano alle nostre esigenze.

Sulla colonna di sinistra la selezione di default è “Qualsiasi dimensione“; modifichiamola in “Medie” avremo così la certezza di selezionare un’immagine dalle dimensioni sufficienti per il lavoro che dobbiamo fare. La scelta “Grandi” è preferibile quando abbiamo necessità di inserire immagini di grandi dimensioni che riempiano, ad esempio, tutta la pagina. La sconsiglio nella maggior parte dei casi perché sarete costretti a lavorare con files pesantissimi sia da elaborare che da salvare.

Doppia risoluzione

Come si può vedere nel dell’immagine posta qui a sinistra, ho messo a confronto la stessa immagine con due risoluzioni differenti (una il doppio dell’altra). Se osservate attentamente, l’immagine di destra è notevolmente più dettagliata di quella di sinistra pur avendo la stessa dimensione. Questo significa che se dovrò scalare verso l’alto l’immagine, otterrò un risultato migliore con l’immagine di destra che si sfocherà, ma resterà comunque più nitida di quella di sinistra. Quindi, ricapitolando, immagini troppo piccole sono comunque da evitare. Risoluzioni sopra i 400 pixel sono consigliabili per qualunque lavoro, mentre quando abbiamo necessità fotografiche le risoluzioni dovranno essere di gran lunga superiori.


PASSO 2 – INSERIMENTO DI UN’IMMAGINE IN WORD

Abbiamo selezionato su Google o su altro supporto le nostre immagini e vogliamo adesso inserirle efficacemente sul nostro lavoro. Diamo per scontato di aver già scritto il testo dell’articolo e decidiamo di voler inserire ad un certo punto l’immagine selezionata. Posizioniamo il cursore del mouse sul punto del testo dove vogliamo che l’immagine appaia, quindi selezioniamo dal menu “INSERISCI” la voce “FOTO” e poi “IMMAGINE DA FILE…”, si aprirà la finestra di dialogo del browser che ci consentirà la ricerca dei files che abbiamo scaricato dalla rete o dalla macchina fotografica.

Browser file

Selezioniamo l’immagine e premiamo il tasto “Inserisci“. Questa sarà posizionata sul documento con una modalità definita “In linea con il testo“.

Inserimento “In linea con il testo”

Se vogliamo cambiare questa disposizione bisognerà selezionare dal menu “FORMATO” la voce “IMMAGINE”, questo consentirà di aprire una finestra di dialogo in cui sarà possibile effettuare scelte sulla modalità di formattazione.

Selezioniamo la voce “LAYOUT”; da qui sarà possibile scegliere i modi per posizionare l’immagine sul documento.

LAYOUT dell’immagine

Di seguito i Layout.

Layout: INCORNICIATO

INCORNICIATO – Qui il testo scorre intorno all’immagine e possiamo posizionarla in qualunque parte del foglio di lavoro. E’ la soluzione più elastica e che meglio si adatta alle differenti soluzioni possibili.

Layout: DIETRO AL TESTO

DIETRO AL TESTO – In questo caso l’immagine si posizionerà dietro al testo fungendo da sfondo. E’ importante per ottenere un buon risultato agire sulla trasparenza dell’immagine, rendendola meno evidente altrimenti rischiamo di creare solo confusione ed un pessimo effetto.

Layout: DAVANTI AL TESTO

DAVANTI AL TESTO – E’ una soluzione di scarso utilizzo, perché l’immagine si posiziona davanti al testo nascondendolo. Può risultare utile per realizzare test in cui la risposta è coperta e spostando l’immagine la riveliamo.

Non ho utilizzato il layout RAVVICINATO direte voi. E’ vero, perché apparentemente è il più inutile, troppo uguale a “Incorniciato” ma è quello da cui possiamo trarre le migliori realizzazioni.

Quante volte ci è capitato di veder sulle riviste, soprattutto quelle patinate il testo che scorre attorno ad una immagine dai contorni non netti e rettilinei? Tante, e forse vi sarete chiesti come hanno fatto. Ebbene, si può fare in modo abbastanza semplice anche su Word, basta utilizzare qualche piccola accortezza. Useremo sempre la stessa immagine del Burj Khalifa, questa volta però, con un programma di grafica raster, tipo Photoshop o l’open-source Glimp, scontorniamo il grattacielo, ossia togliamo l’azzurro del cielo e salviamo l’immagine nel formato PNG (vedi sopra) che gestisce ottimamente le trasparenze. In pratica l’area occupata prima dal cielo azzurro di Dubai, verrà sostituita con un’altra priva di colore chiamata “canale alfa“. Se il programma in cui inseriamo l’immagine gestisce i files grafici e il canale alfa il gioco è fatto. Word è uno di questi. Importiamo l’immagine scontornata del Burj Khalifa e inseriamola nel documento. Word provvederà a posizionarla nel solito modo, ossia “In linea con il testo“.

Layout: IN LINEA CON IL TESTO

Fin qui non è cambiato molto tranne che manca l’azzurro del cielo. Ma basta selezionare dal pannello IMMAGINE > LAYOUT la voce RAVVICINATO e il testo magicamente circonderà il Burj Khalifa creando un documento molto più accattivante dal punto di vista grafico e efficace dal punto di vista comunicativo.

Layout: RAVVICINATO

Infine, prima di chiudere questo tutorial, ho inserito una tabella che mostra i formati grafici gestiti da Word, quindi utilizzabili all’interno dei suoi documenti, con le accortezze fin qui indicate. Buon lavoro a tutti e sperimentate…

Nov 012012
 

Nella mitologia i Titani erano dei giganti con forza e poteri illimitati, tanto da sfidare gli dei per potenza. Anzi, molti li definiscono più potenti degli dei stessi, tant’è che ancor oggi si parla di sforzo titanico per indicare qualcosa di veramente grande. E questo nome non deve essere stato scelto a caso dall’Oak Ridge National Laboratory in Tennessee per la realizzazione di “Titan“, il più veloce super-computer per gli studi scientifici al mondo secondo la Top 500 list.

Le prestazioni sono veramente da record. Titan supera i 20 petaflop (cioè 20 milioni di miliardi di operazioni in virgola mobile al secondo) – ottenuti grazie a 18.688 acceleratori su GPU Tesla K20 basati su processori di NVIDIA chiamati Kepler.
Titan rappresenta solo l’inizio di un percorso di crescita delle capacità di calcolo che ha come obiettivo finale la realizzazione di un super-computer da 1000 petaflop. Il consorzio che gestisce Titan, oltre che dall’Oak Ridge National Laboratory è costituito dal US Department of Energy e mette il super-computer a disposizione dell’open science, ossia dei ricercatori del mondo accademico, dei laboratori e delle aziende, i cui scopi saranno quelli di studiare i fenomeni fisici e biologici al fine di accelerare le procedure di sperimentazione attraverso la modellazione fisica sul calcolatore.
Titan è un gigante nei calcoli, ma un nano su altri aspetti. Infatti, pur essendo 10 volte più potente del suo predecessore, lo Jaguar da 2.3 petaflop, consente di risparmiare enormemente (5 volte meno) energia, occupando pressoché la stessa superficie di spazio fisico. Tutto questo grazie alla nuova GPU, la Tesla K20 di Nvidia che con la sua architettura consente enormi quantità di calcoli in più, consumando meno energia delle GPU con architettura precedente.

Lo sviluppo di Titan ha richiesto 3 anni di duro lavoro da parte di laboratori dell’Oak Ridge e rappresenta una pietra miliare nello sviluppo di super-computer per lo studio dei fenomeni fisici e naturali.

Chi sarà il prossimo sfidante di TITAN? Qualcuno riuscirà a batterlo nei calcoli? Vedremo quale altro mitologico computer sarà in grado di realizzare questa impresa. Noi staremo sempre attenti per raccontarvi tutto.

Ott 302012
 

Apple, durante la manifestazione per la presentazione dell’iPAD Mini, ha rinnovato buona parte del suo parco macchine. Dal MacBook Pro agli iMac, dal Mac Mini all’iPAD 4.

La cosa più interessante da notare, dal nostro punto di vista, è l’uso di una nuova tecnologia denominata FUSION DRIVE. Infatti, Apple ha re-ingegnerizzato le sue macchine desktop. Oltre all’aspetto dal design incredibile come ogni prodotto della casa californiana, Apple ha probabilmente fatto fruttare una serie di tecnologie proprietarie, realizzate insieme a Intel o sfruttato quelle acquisite qualche anno fa comprando la società israeliana Anobit specializzata in memorie NAND.

[ NAND, anche chiamata flash memory, è una tipologia di memoria a stato solido, di tipo non volatile, che può essere usata anche come memoria di lettura-scrittura. ]

Già dallo scorso anno, Apple, negli iMac che utilizzano un processore Sandy Bridge della Intel, aveva potuto utilizzare e abbinare tecnologie allo stato solido ai tradizionali HDD. Oggi offre un’ulteriore vantaggio per il fatto che il sistema operativo gestisce l’hard disk tradizionale come deposito di dati mentre l’unità a stato solido viene utilizzata per scrivere i dati di codice utilizzati più frequentemente. Questa modalità di funzionamento consente un enorme incremento di velocità soprattutto in operazioni come avvio e spegnimento del computer, apertura di file e un miglioramento generale nel comportamento della macchina.

Una tecnologia simile è quella utilizzata da Seagate con le sue unità ibride a stato solido chiamate Momentus XT, che grazie ad una tecnologia denominata Adaptive Memory, permette alle unità SSHD di ridurre in maniera evidente i tempi di avvio ed esecuzione delle applicazioni offrendo prestazioni elevatissime molto simili a quelle ottenute con le unità a stato solido. Questa tecnologia funziona attraverso l’uso di appositi algoritmi che, analizzano l’uso dei dati sul computer, facendo in modo che vengano depositati sulla memoria Flash NAND quelli utilizzati con maggior frequenza, permettendo in questo modo di aumentare le prestazioni complessive del sistema.

Fusion Drive, consente di combinare 128GB di NAND flash con un disco rigido standard da 1TB o 3TB e creando un singolo volume di archiviazione in grado di gestire in maniera intelligentemente i files per ottimizzare le fasi di lettura e scrittura. E’ una tecnologia molto “furba”, perché consente al computer di adattarsi al modo operativo dell’utente. Essa sposta i files maggiormente utilizzati sulla velocissima memoria NAND e lascia gli altri nella più lenta memoria magnetica tradizionale.

Lo spazio che appare all’utente, è quello di un solo hard disk pur possedendo due unità, una allo stato solido e una tradizionale. La fusione è gestita a livello di sistema da Mountain Lion il più recente sistema operativo di Apple. Ecco perché il nome Fusion Drive, perché il sistema si occupa di fondere in un’unica unità fisica le due tipologie di memoria e l’utente non deve far nulla se non lavorare com’è abituato a fare solitamente.

Fusion Drive rappresenta un passo avanti nelle tecnologie di storage dei dati e un’indubbia innovazione nel campo dell’informatica, capace di rivitalizzare i nostri computer attraverso l’eliminazione di un altro “collo di bottiglia” presente tra l’elaborazione del processore e la restituzione dei dati.

Ott 292012
 

TriangoloEquilatero

DESCRIZIONE:

Strumenti da Disegnofoglio F4 liscio gr.220, matita HB/2, squadretteriga e compasso.

Livello: classi seconde.

Difficoltà: bassa.

Descrizione: usando un foglio dall’album da disegno, effettuiamo la squadratura secondo lo schema appreso (vedi SQUADRATURA). Utilizzeremo l’area da disegno (quella gialla) per realizzare le esercitazioni della scheda sopra.

PROCEDURA OPERATIVA:

posizionando il foglio in orizzontale (ossia con il lato lungo verso di noi), procediamo nel seguente modo:

  1. tracciare una retta orizzontale r per tutta la lunghezza del foglio, avendo cura di tracciarla leggermente più in basso della metà foglio;
  2. individuare sulla retta r un segmento AB lungo 15 cm;
  3. adesso, puntando il compasso in A con apertura AB, tracciare un arco come in figura; analogamente puntare il compasso in e con apertura BA tracciare l’archetto come in figura. I due archi si incontreranno in un punto che chiameremo C;
  4. basterà adesso unire il punto C con il punto A;
  5. infine, unire il punto C con il punto B per definire gli ultimi due lati del triangolo equilatero che sarà così costruito.

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Ott 292012
 
QUADRATO DATO IL LATO
Dati LATO DEL QUADRATO pari a 12 cm o secondo indicazione del docente
CONSEGNE:
Consegna 1 Esegui la costruzione geometrica
Digit Esegui le consegne in digitale utilizzando il CAD
DIFFICOLTA’ e CLASSE:
Livello Classe
STRUMENTI NECESSARI:
DESCRIZIONE:

Prima di iniziare, pulisci il piano di lavoro e gli strumenti da disegno. Usando un foglio F4 liscio, effettua la sua squadratura secondo lo schema appreso (vedi SQUADRATURA). Utilizzeremo l’area da disegno (quella gialla) per realizzare le consegne.

FIGURA DI RIFERIMENTO:

PROCEDURA OPERATIVA

posizionando il foglio in orizzontale (ossia con il lato lungo verso di noi), procediamo nel seguente modo:

STEP #01 – con la riga o la squadretta, tracciamo la retta orizzontale “r” a circa 5 centimetri dal bordo inferiore del foglio;

STEP #02 – sulla retta, individuiamo un segmento A-B di misura data, pari al lato del quadrato da costruire;

STEP #03 – puntiamo adesso il compasso in A e con apertura a piacere tracciamo una circonferenza che intersecherà la retta “r” nei punti 1 e 2;

STEP #04 – puntiamo il compasso in 1 e con apertura 1-2, tracciamo un arco dalla parte superiore della retta “r”;

STEP #05 – allo stesso modo puntiamo il compasso con la stessa apertura sul punto 2 e tracciamo un arco opposto a partire dal punto 1;

STEP #06 – i due archi si intersecheranno in un punto che chiameremo 3; con la riga uniamo i punti A e 3 e tracciamo la semiretta passante per entrambi;

STEP #07 – puntiamo il compasso in A e con apertura A-B tracciamo un arco che intersecherà la retta “s” in un punto C;

STEP #08 – sempre con la stessa apertura A-B pari al lato del quadrato, puntiamo il compasso in C e tracciamo un archetto dal lato di B;

STEP #09 – allo stesso modo spostiamo il compasso in B sempre con la stessa apertura pari al lato del quadrato e tracciamo un altro archetto che intersecherà il precedente in un punto D;

STEP #10 – rinforziamo adesso il segmento A-C;

STEP #11 – uniamo poi il punto B ed il punto D;

STEP #12 – infine, uniamo il punto C con il punto D;

Ricordo che le linee colorate di rosso sono quelle che vanno rinforzate nel disegno.

VIDEO

Ott 282012
 
Vedere il gigante di Redmond inseguire i concorrenti non è cosa di tutti i giorni, ma è quello che sta accadendo sulla scena internazionale. Basti pensare alla recente situazione di Nokia, colosso finlandese della telefonia, fino a pochi anni fa incontrastato dominatore del mercato mobile con i propri cellulari, oggi, scalzato dalle prime posizioni da Apple e Samsung oltre che da LG e altri concorrenti nel segmento smartphone. Microsoft ha visto pian piano venire erosa da concorrenti sempre più agguerriti la propria posizione dominante, trovandosi per la prima volta a dover inseguire e non doversi fare inseguire. Apple con il suo iOS e Android sull’altro versante spopolano incontrastati e a Redmond non tocca altro che la rimonta. E questa rimonta parte da Windows 8, la nuova incarnazione del sistema operativo di Microsoft, per molti versi rivoluzionario. A New York dopo l’annuncio in pompa magna, il CEO di Microsoft, Steve Ballmer, il presidente della divisione Windows e Windows Live, Steven Sinofsky, il vice presidente della divisione Windows Julie Larson-Green ed il responsabile hardware Mike Angiulo sono saliti sul palco per la presentazione del nuovo sistema operativo. Windows 8 è definito un sistema a “piastrelle”, il cui scopo è quello di unificare l’esperienza dei personal computer con quella dei recenti dispositivi mobili soprattutto tablets. Un sistema in grado di interfacciarsi sia con tradizionali sistemi di output e input che di  utilizzare le ultime tecnologia multi-touch in ogni ambito.
Ma scopriamone alcune caratteristiche fondamentali. Innanzitutto ciò che colpisce subito è la Start Screen in perfetta interfaccia Metro. Questa all’inizio lascia effettivamente disorientati, perché difronte ad un uso classico del PC questa nuova interfaccia totalmente touch confonde e non è detto sia altrettanto utile e efficace come su un tablet. Microsoft ha comunque lasciato la possibilità di ristabilire la vecchia interfaccia qualora non ci si ritrovi con la nuova, anche se questa sarà scarna di fronzoli e orpelli perché tutta la progettazione degli ingegneri di Microsoft è stata concentrata sul nuovo ambiente. Le vecchie applicazioni funzioneranno sul nuovo OS anche se alcune caratteristiche peculiari, tipo il cloud e il controllo in remoto del PC saranno possibili solo con Windows 8 versione Pro. Incluse nel sistema operativo alcune importanti applicazioni a partire da Internet Explorer 10, ma anche SkyDrive, Mail, Calendario, Messaggi e Foto. Non si comprende perché Microsoft non abbai parlato apertamente, ma solo citato il proprio Windows Store, il proprio negozio online (come iTunes di Apple o l’AppStore di Android) per cui non si capisce se l’apertura sarà contestuale al lancio del sitema operativo o se avverrà in seguito.
Dal 26 ottobre, Windows 8 è disponibile anche nel nostro Paese. Microsoft ha attivato una nuova pagina internet, windows.it studiata appositamente per fornire informazioni agli utenti italiani sul nuovo OS o per consentire loro di acquistare una licenza online. Il costo è di 29,99 euro solo per i possessori di una regolare licenza di una precedente versione del sistema operativo. Se si desidera ricevere il DVD di installazione il costo sarà di 59,99 euro e l’offerta sarà valida solo fino al 31 gennaio 2013.
Vedremo come questa nuova incarnazione del sistema operativo di Redmond sarà accolta dal mercato e soprattutto dagli utenti e se Microsoft riuscirà a recuperare il gap che la separa dalle agguerrite concorrenti.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=tYMgF0hmqpA&w=480&h=360&rel=0]

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[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Auj1LFYfY9U&w=480&h=360&rel=0]

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=U3QrzITUeog&w=480&h=360&rel=0]
Ott 272012
 

DIVangRETTO3parti

DESCRIZIONE:

Strumenti da Disegnofoglio F4 liscio gr.220, matita HB/2, squadretteriga e compasso.

Livello: classi seconde.

Difficoltà: media.

Descrizione: usando un foglio dall’album da disegno, effettuiamo la squadratura secondo lo schema appreso (vedi SQUADRATURA). Utilizzeremo l’area da disegno (quella gialla) per realizzare le esercitazioni della scheda sopra.

PROCEDURA OPERATIVA:

posizionando il foglio in orizzontale (ossia con il lato lungo verso di noi), procediamo nel seguente modo:

  1. partiamo da quanto realizzato nella tavola n.2 ossia nell’esercizio per la costruzione della PERPENDICOLARE all’ESTREMO di un SEGMENTO;
  2. puntare il compasso sul punto A e con apertura a piacere tracciare un arco come in figura che interseca i segmenti AB e AC rispettivamente nei punti 2 e 1;
  3. adesso, puntando il compasso in 2 con apertura 2A, tracciare l’arco come in figura;
  4. analogamente puntare il compasso in 1 e con apertura 1A tracciare l’arco opposto al precedente come in figura. I due archi si incontreranno in un punto che chiameremo 3;
  5. questi archi intersecano l’arco 12 nei punti 4 e 5; tracciamo, adesso, la retta passante per il punto 4 e per il punto A;
  6. analogamente bisognerà tracciare la retta passante per il punto 5 e per il punto A. Le due nuove rette incidenti in A divideranno l’arco BAC in tre parti uguali.

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Ott 272012
 

Come la mitica FENICE siamo rinati dalle nostre ceneri. Questa volta abbiamo rischiato tanto, o meglio ho rischiato di dover rifare il sito da zero. Un banalissimo errore per un cambio nome ha danneggiato il file database, cioè quello che contiene tutte le informazione e la disposizione dei files all’interno del sito. Per cui il caos regnava sovrano. Risultato, non tracciabilità del sito, errori in sequenza, impossibilità di vedere i contenuti nell’ordine e nella disposizione originale.

Ma dalle disgrazie, si apprende anche molto. Si registra l’amicizia delle persone, si riscontra la solidarietà e la partecipazione. Alcuni alunni si sono dati disponibili ad aiutarmi nel riempire nuovamente il sito con i dati perduti. GRAZIE.

Grazie soprattutto alla mia vittima Andrea, webmaster e esperto in queste faccende che è impazzito con me per tre giorni e tre notti, dovendo purtroppo alla fine soccombere al problema banale ma assolutamente subdolo che aveva colpito le nostre pagine. Non finirò mai di ringraziarlo, non solo per il lavoro svolto, ma anche per la partecipazione e l’attenzione messa in un problema che lo riguardava solo marginalmente.

E debbo ringraziare anche quelli di Hosting99, i gestori del server che ospita le nostre pagine. Hanno risolto loro il problema ripristinando educazionetecnica.com a giorno 22 ottobre. Ebbene si, oggi il sito è ripartito come in un “flash back“, esattamente come era qualche giorno fa. Non tutto funziona, ma me ne accorgo solo io dall’interno. Lavorerò per ripristinare tutto e riportare il sito alla piena funzionalità.

E ringrazio soprattutto voi, famiglie e alunni, che mi avete supportato anche moralmente in questi giorni di delirio. Grazie, grazie e ancora grazie e…..

…ricominciamo a lavorare….

…beh, forse dopo queste vacanze.

BUONE VACANZE A TUTTI

Ott 202012
 

Quest’articolo nasce dalla convinzione che stimolare i giovani alla creatività, all’impegno, all’inventiva, produce i suoi frutti. E dalla lettura su internet di questa incredibile notizia, trovo ancor di più conferma a questa tesi. Se il ragazzo è veramente motivato al raggiungimento di un obiettivo, lo raggiungerà qualunque sia la sfida da affrontare e molte volte riuscirà anche a superarlo. La scuola ha l’obbligo morale e culturale di favorire questi processi, pur rimanendo nei binari dei percorsi stabiliti, innovandosi e cercando di essere, compatibilmente con i mezzi (sempre più scarsi), foriera di idee, proposte e indirizzi.

Vi invito per cui alla lettura di questa storia che, per il modo in cui si è svolta, rappresenta proprio il sogno americano e l’idea per cui “volere è potere”.

Juan Ehringer era uno studente americano come tanti altri negli Stati Uniti, ma mosso da una grande passione per l’ingegneria e l’amore per le auto e non disponendo di grosse somme di denaro, è riuscito a trasformare un sogno in realtà. Egli, infatti, ha convertito in auto elettrica una roadster sportiva come la Honda S 2000.

Grazie alle sue conoscenze, egli ha acquistato la macchina e non potendo permettersi i costi del carburante, ha deciso di trasformarla in auto elettrica. Ha così sostituito il motore e il serbatoio inserendo un sistema di batterie elettriche oltre ovviamente ad altri elementi tecnici molto più complessi e inutili da descrivere in questa sede. E’ riuscito nell’intento e ha realizzato un’auto a impatto e consumo zero con la potenza di circa 600 Cv. Il suo obiettivo era la realizzazione di un’auto che non fosse la solita berlina da studente sfigato, ma un’auto sportiva, elegante e veloce, ma con i consumi ridotti dato che non disponeva di grossi capitali. Ovviamente la limitatezza delle risorse economiche gli ha impedito di realizzare il suo progetto in breve tempo, ma lui non si è dato per vinto e ha proseguito nel suo intento fino a riuscirvi. Ha convinto i genitori a cofinanziare il progetto e così ha potuto permettersi il motore, le batterie e il regolatore. Lui avrebbe dovuto però acquistare l’auto. Lavorando part-time in un negozio d’auto per due anni ha raccolto il gruzzolo per poter acquistare un’auto sportiva e così ha fatto con la Honda S 2000 del 2003 per la cifra di circa 6000$. Sotto la carrozzeria ha installato il pacco di batterie da 26kWh raggiungendo una potenza di circa 512 Cv e un’autonomia compresa tra gli 80 e i 120 km. L’opera è stata possibile attraverso l’acquisto su internet di tutti gli altri componenti necessari.

Un incredibile lavoro, frutto della passione, della volontà e della grande intelligenza di Juan.

Ott 182012
 

Dopo varie richieste, e diversi tentativi fatti offline, avvio oggi in versione sperimentale la CHAT del nostro sito scolastico. Uno spazio in cui potrete condividere esperienze, scambiarvi opinioni o chiacchierare semplicemente della Dante, dei prof., della scuola o delle vacanze. Uno spazio per rendere finalmente social il nostro sito, senza avere le pretese di diventare Facebook. Il lancio è ovviamente in versione prova per testare il risultato e le impressioni e soprattutto per superare le mie reticenze in merito a questo strumento. Al fine di garantire una navigazione tranquilla, ho scelto uno strumento che mi ha consentito un alto grado di controllo e fornito strumenti di censura e prevenzione molto elevati.

Comunque colgo questa occasione per invitarvi tutti su quella che ovviamente non poteva che chiamarsi Tekno.CHAT.

Aspetto il vostro feedback, le vostre opinioni, le vostre impressioni, suggerimenti, critiche e quant’altro. Ma mi raccomando, fatevi sentire.